Hideo Kojima svela il genere di Death Stranding

Hideo Kojima è stato acclamato al Brasil Game Show ricevendo un premio per la carriera e tra le tante ha potuto concedere anche delle interviste che sono finalmente andate in onda, in questo caso nello show “The noite come Danilo Gentili”. Nello studio, il developer ha parlato del suo nuovo progetto, Death Stranding, fornendo un po’ di aggiornamenti sullo stato dei lavori, che sono in una fase di bilanciamento: ogni giorno il team aggiunge e rimuove qualcosa per trovare il giusto mix alla giocabilità.

«Considerando che ho fondato la mia nuova compagnia circa un anno e mezzo fa, sto lavorando a questo gioco da poco più di un anno» «Non posso dire con una percentuale a che stato dei lavori ci troviamo, ma abbiamo fatto tutta la pianificazione. È già tutto pronto, da quel punto di vista. Abbiamo già fatto lo scan di tutti i personaggi e ora stiamo facendo dei test, i giochi hanno bisogno di essere testati, devi farli girare sul computer per capire se è piacevole o no giocarci. È una cosa su cui devi tenere gli occhi puntati, poi si devono anche aggiungere dei dettagli per correggere quelle che non va. Ecco, diciamo che sto aggiungendo questi dettagli. Non è come un film, in cui ti limiti a tagliare e incollare per montare il tutto ed è fatta. Ogni giorno qui c’è qualcosa che aggiungi, c’è qualcosa che togli. Sto facendo qualche cambio qua e là» 

Kojima ha anche ammesso di essere molto meticoloso, ma che non basta concentrarsi solo sui dettagli, per far uscire il gioco secondo la propria visione. A questo punto, l’intervistatore ha chiesto se con «meticoloso» intenda che il gioco impiegherà ancora decenni ad uscire. Il game designer ha riso, assicurando che «no, no, non andrà così. Sta andando tutto secondo i piani.» 

Hideo Kojima svela il genere di Death Stranding

In merito alle caratteristiche del gioco, Kojima come al solito si è sbottonato poco, placando solo una delle curiosità dell’intervistato, relativa al preciso genere ludico in cui Death Stranding rientrerà:

«se guardi il teaser non è che si capisca che tipo di gioco sarà, vero? Sarà un action game open world» «Per dirla in modo semplice, puoi andare in un sacco di posti, fare quello che ti pare, ma rimane un gioco d’azione.» 

L’intervistatore ha anche letto a Kojima una descrizione del gioco scritta da una rivista locale, che parla di un action adventure, oscuro e surreale, ambientato in un futuro vicino o alternativo, con alcune tematiche ambientali. Kojima ha confermato la descrizione ed ha rispolverato il tormentone relativo al tema del suo gioco, ancora misterioso, sulla differenza tra i bastoni che gli uomini usano per difendersi e le corde con cui invece creano legami. I vecchi giochi usavano i bastoni, Death Stranding userà le corde.

«Sì, il gioco avrà delle tematiche relative all’ecologia» ha confermato. «Quello che voglio fare… ecco, considera che creo videogiochi da trentun anni. Di solito fai cose come sparare, prendere un bastone ed andare a colpire, anche online, puoi prendere una spada o una pistola e andare all’attacco. In questo caso non sarà così, non abbiamo una spada, abbiamo piuttosto dei fili, dei legami, è quello che volevo fare. Questo volta, insomma, voglio fare qualcosa del genere. Ovviamente ci saranno delle pistole da usare, ma sarà qualcosa di davvero molto diverso rispetto ai giochi che ho fatto fino ad oggi.» 

Attendiamo ovviamente di saperne di più, magari già ai The Game Awards o alla PlayStation Experience dei primi di dicembre.

Francesco Bruno

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Francesco Bruno

Francesco Bruno, appassionato di informatica dall’età di 14 anni. Da allora ha assimilato, con costanza, conoscenze ed esperienze riguardante in particolare l’hardware e l’overclock di essi.
Passione che negli ultimi anni si fonde con quella per la Grafica 3D, e con l’impiego di alcuni dei più noti programmi del settore gli hanno permesso di studiare in visualizzazione architettonica fotorealistica.
Dal 2013 su ReHWolution come newser e recensore di hardware, ruolo desiderato sin dal 2009, periodo in cui per la prima volta entra a far parte nel mondo delle comunità informatiche.

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