• About Us
  • Contact us
giovedì 30 Luglio 2026
ReHWolution
  • Reviews
  • News
  • Videogiochi
  • Fotografia
  • Guide
  • Droni
  • Mobile
  • Editoriali
  • Articles
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
ReHWolution
  • Reviews
  • News
  • Videogiochi
  • Fotografia
  • Guide
  • Droni
  • Mobile
  • Editoriali
  • Articles
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
ReHWolution
Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati

AMD Ryzen 7 3800X: come la squadra rossa rivoluziona il mercato

Ciro Sdino di Ciro Sdino
23 Agosto 2019
in Processori
0
Home Reviews Processori
3.7k
Visualizzazioni

Introduzione: Ryzen 3000

Abbiamo atteso davvero a lungo i prodotti next-gen di AMD, si può dire forse dal lancio (non proprio brillantissimo) della serie 2000, l’anno scorso. Con la promessa di un design fondato sul concetto di “chiplets” (chip più piccoli, e quindi un’architettura più scalabile a salire), le aspettative in termini di performance ed espandibilità, infatti, hanno fatto da background ad un lancio che prometteva di andare contro la difficoltà nel creare chip sempre più grandi, con frequenze sempre maggiori, o con processi produttivi inferiori.

Ci si aspetta infatti da AMD di basare tutti i suoi prodotti CPU su tale concept, da Ryzen ad EPYC, i cui chiplets hanno ognuno 8 cores su architettura Zen 2.

Con la recensione di oggi, vi parliamo nel dettaglio proprio dei core Zen 2, cercando di capire come AMD possa rispettare la promessa di un incremento del 15% clock per clock rispetto alla generazione precedente.

La lineup di CPU Ryzen 3rd Generation

I processori annunciati da AMD su architettura Zen 2 includono la lineup di CPU consumer, conosciuta come la famiglia Ryzen 3000, e i processori di prossima generazione EPYC, destinati ad ambienti server, e conosciuti come codename “Rome”. Maggiori informazioni sono state pubblicate da AMD durante l’evento di lancio tenutosi a San Francisco il 7 Agosto 2019.

Finora, AMD ha soltanto dichiarato le informazioni inerenti alla serie Ryzen, per i sei processori attualmente in commercio:

Ryzen 3rd Gen Cores/
Threads
Freq. base / boost Cache L2 Cache L3 PCIe
4.0
DDR4 TDP Prezzo
Ryzen 9 3950X 16C / 32T 3.5 / 4.7 8 MB 64 MB 20+4 3200 105W $749
Ryzen 9 3900X 12C / 24T 3.8 / 4.6 6 MB 64 MB 20+4 3200 105W $499
Ryzen 7 3800X 8C / 16T 3.9 / 4.5 4 MB 32 MB 20+4 3200 105W $399
Ryzen 7 3700X 8C / 16T 3.6 / 4.4 4 MB 32 MB 20+4 3200 65W $329
Ryzen 5 3600X 6C / 12T 3.8 / 4.4 3 MB 32 MB 20+4 3200 95W $249
Ryzen 5 3600 6C / 12T 3.6 / 4.2 3 MB 32 MB 20+4 3200 65W $199

Il design di Zen 2, paragonato a quello della prima generazione di Ryzen, è cambiato significativamente: la nuova piattaforma, e la relativa implementazione dei core, è progettata intorno a piccoli “chiplets” da 8 core costruiti su processo produttivo a 7 nm di TSMC, e misura circa 80 mm². In questi, sono presenti due gruppi di 4 core disposti secondo un “core complex”, un CCX, che contiene questi quattro core e la memoria cache L3, che nel caso di Zen 2 è raddoppiata rispetto a Zen 1 e Zen +.

Ogni CPU completa, indipendentemente da quanti chiplets abbia, è abbinata ad un die I/O centrale tramite collegamenti di tipo Infinity Fabric. Questo die I/O funge da hub centrale per tutte le comunicazioni da e verso l’esterno, alloggiando infatti le linee PCIe, i canali di memoria e i link Infinity Fabric per collegarsi ad altri chiplets o altre CPU (quest’ultimo in sistemi multisocket).

Il die I/O per le CPU EPYC “Rome” è basato sul processo a 14 nm di GloFo, ma i processori consumer avranno invece dei die I/O basati sul processo a 12 nm, sempre di GloFo.

I processori “consumer”, conosciuti come Matisse, Ryzen 3rd Gen o Ryzen 3000, vengono presentati con una configurazione fino a due chiplets, per un totale di 16 core. AMD ha effettuato il lancio, il 7 Luglio, delle CPU da 6 a 12 core, con i processori fino a 8 core dotati di 1 chiplets, mentre a salire troviamo ovviamente 2 chiplets, mentre il die I/O è lo stesso per tutte le CPU.

Ciò significa che tutti i processori Ryzen 3000 basati su architettura Zen 2 (escludendo quindi di fatto le APU, basate su architettura Zen +) dispongano di 24 linee PCIe 4.0 e di configurazione dual channel.

I prezzi variano da 199$ (circa 229€) per il Ryzen 5 3600, fino a 700$ (prezzo ancora da rivelare per il mercato italiano) per il Ryzen 9 3950X a 16 core.

I processori EPYC “Rome” basati sui suddetti chiplets ne avranno fino ad 8, consentendo alla piattaforma di avere CPU dotate di ben 64 core ciascuna.. Così come lato consumer, anche in questo caso i chiplets comunicheranno tra di loro tramite il die I/O centrale, che alloggia 8 canali di memoria e fino a 128 linee PCIe 4.0.

ndr: vi anticipiamo che tratteremo tutto ciò che riguarda l’overclock di queste CPU, incluso il Precision Boost Overdrive, in un articolo separato. Attendiamo che BIOS e software siano abbastanza maturi da testare tali features.

La roadmap di AMD

Prima di lanciarci in questa nuova linea di prodotti, è bene ricapitolare dove ci troviamo rispetto alla roadmap pianificata da AMD.

Nelle roadmap precedenti, mostrando l’evoluzione di AMD da Zen a Zen 2 e Zen 3, l’azienda ha spiegato che questo progetto a lungo termine avrebbe presentato Zen nel 2017, Zen 2 nel 2019 e Zen 3 prima del 2021.

La cadenza non è esattamente annuale, visto che dipende dall’abilità dell’azienda di progettare e produrre tali design, insieme agli accordi coi partner e la predisposizione delle fab a produrre tali design.

AMD ha dichiarato che i piani per Zen 2 hanno sempre avuto come fondamento il processo produttivo a 7 nm, ripiegando su TSMC, visto che Global Foundries non era pronta al momento di prendere una decisione.

È previsto che la prossima generazione, Zen 3, sia prodotta su un processo ottimizzato sempre a 7 nm, e a questo punto, nonostante AMD non abbia dichiarato nulla in merito, non si aspetta un “Zen 2+” o design intermedi, né ci aspettiamo qualcosa del genere.

Oltre a Zen 3, AMD ha già annunciato di essere al lavoro su Zen 4 e Zen 5 a vari livelli dei rispettivi design, anche se l’azienda non si è imposta nessun tempo limite o un particolare processo produttivo, per ovvi motivi.

Secondo quanto dichiarato AMD, l’azienda cerca di tenere pronti o comunque in itinere almeno 3-5 anni di design sulla roadmap, affermando di dover fare ogni volta grandi scommesse per rimanere competitivi.

Il nome in codice per questa generazione è Rome, mentre Zen 3 sarà denominata “Milan”. Secondo quanto dichiarato, poi, Zen 4 prenderà il nome di “Genoa” (che è Genova in Inglese), mentre da Zen 5 (o qualsiasi il nome sarà) non si sa ancora nulla, se non che stanno progettando in questi mesi l’architettura che lo comporrà.

Le promesse di AMD

Durante il Computex, tenutosi a Taipei lo scorso giugno, AMD ha dichiarato di aver progettato Zen 2 con in mente un aumento del 15% delle prestazioni grezze rispetto alla piattaforma Zen+, a parità di clock. Allo stesso tempo, AMD ha confermato che i consumi sono rimasti contenuti, con un aumento del 25% a parità di energia assorbita, o fino alla metà dei consumi a parità di prestazioni.

Combinando questi due fattori, AMD rivendica un aumento del 75% in termini di performance/watt rispetto alla generazione precedente, e del 45% di incremento relativamente ad Intel. Avremo modo di confermare o smentire tali dichiarazioni durante questa recensione.

Altra dichiarazione interessante di AMD, avvenuta durante l’AMD Tech Day, è che l’azienda ha smesso di pensare alla competizione, per quanto riguarda il suo team di sviluppo. La casa di Sunnyvale, infatti, ritiene che continuare a paragonarsi ad Intel per decidere cosa portare di nuovo in tavola la farebbe rimanere indietro, e invece si pone l’obiettivo di spingere al limite il concetto di prestazioni ad ogni generazione, ignorando la concorrenza.

Addirittura, per bocca del CEO Lisa Su, i prodotti lanciati a Luglio saranno competitivi con la linea di CPU a 10 nm che Intel deve ancora completare e lanciare sul mercato.

Ryzen 3rd Gen Cores/
Threads
Freq. base / boost Cache L2 Cache L3 PCIe
4.0
DDR4 TDP Prezzo
Ryzen 9 3950X 16C / 32T 3.5 / 4.7 8 MB 64 MB 20+4 3200 105W $749
Ryzen 9 3900X 12C / 24T 3.8 / 4.6 6 MB 64 MB 20+4 3200 105W $499
Ryzen 7 3800X 8C / 16T 3.9 / 4.5 4 MB 32 MB 20+4 3200 105W $399
Ryzen 7 3700X 8C / 16T 3.6 / 4.4 4 MB 32 MB 20+4 3200 65W $329
Ryzen 5 3600X 6C / 12T 3.8 / 4.4 3 MB 32 MB 20+4 3200 95W $249
Ryzen 5 3600 6C / 12T 3.6 / 4.2 3 MB 32 MB 20+4 3200 65W $199

Il benchmark scelto da AMD per dimostrare le prestazioni della linea di CPU “Matisse” è, ovviamente, Cinebench.

Cinebench è infatti un bench a virgola mobile dove l’azienda ha sempre particolarmente brillato (almeno su Ryzen), visto che tende, ovviamente, a spremere fino all’ultimo FLOPS di performance in virgola mobile, così anche come la cache, non toccando in particolar modo il sottosistema delle RAM.

Al CES 2019, AMD ha mostrato un processore 8 core Zen 2 scontrarsi con il 9900K, top di gamma 8 core di Intel, in Cinebench R15, con risultati perfettamente paragonabili, ma con il sistema AMD che consumava il 65 % in meno rispetto al sistema Intel.

Per il Computex, invece, AMD ha rivelato molte altre informazioni sulle CPU a 8 e 12 core, insieme a slides sulle prestazioni single core e multi-core in Cinebench R20.

AMD dichiara che i suoi nuovi processori, paragonati alle soluzioni concorrenti con lo stesso numero di core, offrono prestazioni migliori in single thread, in multithread, con consumi inferiori ed un prezzo più contenuto, sul fronte della potenza CPU.

In ambito gaming, AMD è abbastanza coraggiosa nell’affermare che, rispetto al 2700X, il nuovo 3800X ha performance che vanno dall’11% al 34% in più in termini di FPS.

Quando l’azienda si paragona invece alle soluzioni Intel, AMD ha fissato i test alla risoluzione Full HD, con una vasta serie di giochi famosi, ancora paragonando processori simili per numero di core e prezzo.

In bene o male tutti i confronti, si tratta di una lotta ad armi pari tra i prodotti di AMD e di Intel: Intel ne vince qualcuna, AMD ne vince qualcun’altra, qualche pareggio. Ad esempio, questa è la fascia di prezzo da 250$:

Il confronto qui effettuato, è infatti cucito su misura per mostrare i miglioramenti in frequenza e Instructions-Per-Clock, piuttosto che i benefici introdotti dal bus PCIe 4.0. Sul fronte delle frequenze, AMD ha dichiarato che nonostante il die shrink e l’aumento della resistenza elettrica del chip, è stata capace di tirar fuori dal processo 7 nm TSMC una frequenza maggiore, rispetto ai precedenti processi a 14 e 12 nm di GloFo.

AMD ha anche detto parlato del nuovo design della cache L3, andando da 2 MB/core a 4 MB/core; raddoppiando la cache L3, secondo AMD, si riesce ad avere un aumento di prestazioni in gaming, in Full HD, che varia tra l’11% e il 21% quando si utilizza una GPU dedicata.

Ottimizzazioni in Windows e sicurezza

Uno dei punti deboli per le CPU non-Intel in ambiente Windows è stato lo scheduler del sistema operativo, con le relative ottimizzazioni e gestione.

Abbiamo infatti constatato come Windows non sia particolarmente cordiale con μArch diverse da quelle Intel, come il vecchio design di AMD “Bulldozer”, la CPU ibrida Qualcomm con Windows su Snapdragon, e più recentemente con l’utilizzo di processori multi-die come Threadripper, che introduce ulteriore latenza in ambienti di calcolo lato consumer.

Ovviamente AMD lavora a stretto contatto con Microsoft quando si tratta di identificare un tipo di core “diverso dal tradizionale” in un nuovo processore, e le due aziende hanno lavorato sodo in modo da assicurare che l’assegnazione dei thread e della memoria, laddove non ci sia un programma a gestire le cose, si svolga nel migliore dei modi. Con l’update 19H1 di Windows, conosciuto come “May 2019 update”, alcune funzioni e ottimizzazioni sono state messe in atto per tirar fuori fino all’ultima goccia di performance da Zen 2 e i layout delle CPU Ryzen 3000.

Ci sono due tipi di ottimizzazioni su questo fronte, entrambe abbastanza semplici da spiegare:

Raggruppamento dei thread

La prima è l’assegnazione dei thread: quando un processore ha diversi “gruppi” di core, ci sono vari modi in cui i thread possono essere assegnati, ognuno coi suoi pro e contro. I due estremi per l’assegnazione dei thread sono il raggruppamento dei thread e l’espansione dei thread.

Il raggruppamento dei thread avviene quando i nuovi thread vengono allocati nei core accanto a quelli che hanno già thread in esecuzione. Ciò tiene i thread vicini, per una migliore comunicazione inter-thread, ma ciò porta alla creazione di regioni ad alta densità di potenza, specie dove ci sono tanti core su un processore ma solo un paio sono attivi.

L’espansione dei thread avviene invece quando i nuovi thread vengono allocati nei core più lontani possibili, e nel caso di AMD, ciò potrebbe significare che un thread seguente verrebbe allocato su un chiplet diverso, o su un CCX diverso, ovvero quanto più lontano possibile.

Ciò permette alla CPU di mantenere prestazioni elevate, evitando di avere zone ad alta densità di potenza, e permettendo di mantenere le migliori prestazioni in boost su un più vasto range di core.

Il pericolo nell’utilizzare questa tecnica compare quando un programma usa più di un thread ed essi finiscono per essere allocati su lati diversi della CPU. Nel caso di Threadripper, addirittura, ciò può significare che un thread viene allocato su die distanti e che subiscono forti penalità in termini di latenza verso la memoria, causando uno sbilanciamento delle prestazioni tra i due thread, anche se tale distanza permettesse di avere una frequenza di boost maggiore.

Visto che i programmi moderni funzionano, specie i videogiochi, di solito creano più thread invece di gestire tutti i calcoli su un singolo thread, e che questi thread hanno bisogno di comunicare, AMD ha effettuato la transizione da una gestione ibrida ad espansione dei thread ad un sistema a raggruppamento di thread. Ciò significa che verrà riempito prima un CCX, per poi iniziare ad allocare i nuovi thread nel CCX successivo. AMD crede che nonostante si venga a creare un’area ad alta densità di potenza (e quindi di calore), insieme a parti della CPU completamente inattive, ciò fornisce comunque un incremento delle prestazioni.

Per le CPU Matisse, ciò dovrebbe permettere un boost importante in situazioni con un numero limitato di threads, soprattutto nei giochi. In particolare, AMD ha dimostrato tale spiegazione mostrando come Rocket League, in Full HD con il low preset, ha riportato un aumento degli FPS del 15%.

Gestione dei clock

Già con la 6° generazione di CPU, Intel ha introdotto la tecnologia Speed Shift, che permette alle CPU di saltare da un Pstate all’altro, e di passare dallo stato di idle allo stato di load molto rapidamente, tra i 40 e i 100 ms, fino a scendere a 15 ms con la 7° generazione. Come? Molto semplicemente, la gestione dei Pstates viene assegnata alla CPU, e quindi il sistema operativo non deve intervenire, riducendo i tempi di reazione a seconda delle richieste effettuate. Con Zen 2, AMD fa praticamente la stessa cosa.

AMD ha già abbastanza granularità negli step di frequenza rispetto a Intel, specie considerando gli step di 25 MHz contro quelli da 100 MHz della concorrente, ma accelerare il passaggio a clock più alti aiuta AMD quando si tratta di carichi di lavoro con dei picchi di carico, come WebXPRT, benchmark browser favorito da Intel per questo genere di cose.

Secondo AMD, grazie all’update di Windows 19H1 “May 2019 Update” e all’aggiornamento dei BIOS delle schede di generazione precedente, con Zen 2 si passa da circa 30 millisecondi per effettuare questi “passaggi” di frequenza a solo 1-2 millisecondi. Ciò dovrebbe, sulla carta, rendere l’esperienza ben più reattiva di quanto si riscontra su Intel.

Il nome che AMD dà a quest’implementazione si chiama CPPC2 (Collaborative Power Performance Control 2), e tramite questo sistema AMD dichiara di aumentare la velocità di lancio dei software del 6%, come riscontrato dal test di PCMark10 dedicato.

Sicurezza avanzata per Zen 2

Un altro aspetto fondamentale di Zen 2, per AMD, è l’approccio ai requisiti di sicurezza avanzata dei processori moderni. Come avrete sicuramente letto negli ultimi mesi, una sfilza di exploit rivelati non influenza minimamente i processori AMD, principalmente per il modo in cui AMD gestisce gli indirizzi virtuali, procedura che da sempre, su Zen, richiede una serie di controlli addizionali, prima ancora che ce ne fosse la necessità. Ciononostante, ci sono sì alcuni exploit che intaccano anche AMD, ma con Zen 2 ci sono implementazioni sul fronte Hardware e Firmware che bloccano completamente tali falle.

Il cambiamento principale è con Spectre e Spectre V4 (questultimo conosciuto anche come Speculative Store Bypass), dove AMD adesso è protetta proprio a livello Hardware. In questi giorni si parla anche di un exploit definito SWAPGS, ma AMD ne è immune, ovviamente.

7nm: cosa comporta il nuovo processo produttivo

Scendere in dimensioni dei transistors porta a tutta una serie di sfide quando si disegnano i core e tutto ciò che li circonda. Anche ignorando i requisiti di corrente e le frequenze di funzionamento, la sola abilità nel creare qualcosa di così piccolo e “stamparlo” nel silicio, e di integrare tale silicio in un package, mentre si fornisce corrente ad esso, è un vero e proprio ostacolo da superare.

Un’unità di paragone fornita da AMD si collega al CCX: 4 core, la relativa struttura hardware e le cache L2 e L3. Con il processo a 12 nm di Zen+, AMD ha affermato che un singolo CCX occupava circa 60 mm², divisi in 44 mm² per i core e 16 mm² per gli 8 MB di cache L3. Addizionate due di questi CCX ad un controller di memoria, alle linee PCIe, ai link Infinity Fabric e al resto dell’I/O, ed ecco che le dimensioni totali di un die Zen+ raggiungevano un totale di 213 mm².

Con Zen 2, un singolo chiplet è grande 74 mm², di cui circa 31.3 mm² sono occupati dal CCX con 16 MB di cache L3.

AMD non ha specificato quanto dei 31.3 mm² sia occupato dalla cache, ma vista la dimensione ben maggiore rispetto alla generazione precedente, si può ricavare che sia quasi metà del totale. La ragione per cui un die di Zen 2 sia così piccolo è da ricercarsi nel fatto che il chiplet non richiede un memory controller, richiede un singolo link Infinity Fabric e non ha I/O, visto che tutti questi requisiti sono gestiti dal die centrale I/O dedicato.

Ciò consente ad AMD di creare chiplets estremamente compatti.

Per capirci, AMD ha dichiarato che un CCX (core e cache L3) ha visto le sue dimensioni diminuire del 47% circa. Ciò significa un aumento repentino della densità di potena di calcolo, specie se si tiene in considerazione l’aumento del 15% di IPC dichiarato e le maggiori frequenze di funzionamento.

L’Infinity Fabric e il rapporto con la frequenza DRAM

Uno dei cambiamenti più importanti di Ryzen 3000, insieme alla μArchitettura migliorata, è la gerarchia generale della cache. I nuovi chiplets ospitano CCX dotati del doppio di cache L3, da 8 MB a 16 MB.

Con l’introduzione poi del die I/O centralizzato, che ospita il nuovo memory controller, ci sono ovviamente penalità in termini di latenza sulla memoria e delle prestazioni dei processori in generale.

Soprattutto sul fronte del memory controller, AMD ha detto di averlo ridisegnato da zero, portando il supporto a moduli DDR4 ben più veloci, aumentando il supporto a default, infatti, da 2933 MHz della serie 2000 a ben 3200 MHz per Zen 2 e Ryzen 3000.

AMD ha rilasciato una slide parecchio interessante sul fronte del supporto alle nuove frequenze di memoria supportate, che vanno ben oltre i 3200 MHz ufficiali, con AMD che dichiara che i nuovi controller sono capaci di gestire in semplicità più di 4200 MHz tramite overclock. C’è però la magagna: per poterlo fare, sopra i 3600/3800 MHz, il controller di memoria cambierà il rapporto RAM:Infinity Fabric da 1:1 a 2:1, dimezzando di fatto la frequenza di quest’ultimo.

Sebbene non si venga a creare un collo di bottiglia nella banda che collega la RAM ai core, visto che la nuova microarchitettura di fatto raddoppia l’ampiezza di banda dell’IF a 512 bit, ciò aggiunge comunque un significativo numero di cicli di clock alla latenza complessiva delle memorie, e quindi per la maggior parte dei carichi di lavoro, andrete meglio rimanendo sotto i 3600 MHz con un rapporto RAM:IF di 1:1. Ovviamente, potrete rimanere allo stesso rapporto anche a frequenze superiori, manualmente, ma la stabilità del sistema ne risentirà, visto che, di fatto, starete overclockando l’IF.

X570: PCIe 4.0 per le masse

Una delle maggiori novità di questa piattaforma basata su socket AMD AM4 è l’introduzione del bus PCIe 4.0. La serie di schede madri X570 infatti rappresenta la prima lineup di schede con supporto nativo all’interfaccia PCIe 4.0, che sembra offrire agli utenti soluzioni di storage ancora più veloci, e potenzialmente più bandwidth per le prossime generazioni di schede video rispetto a quelle create finora.

Come già detto, i processori Zen 2 utilizzano il nuovo processo produttivo di TSMC a 7nm, con il doppio della cache L3 rispetto a Zen 1. Questo chip rimane invariato senza badare al numero di core presenti, ed utilizza il bus di interconnessione Infinity Fabric; il chipset X570 utilizza 4 linee PCIe 4.0 per collegarsi al die I/O centralizzato.

Rispetto alle generazioni precedenti di chipset “X” per socket AM4, X570 aggiunge quindi il supporto al bus PCIe 4.0. Un altro grande punto a favore è il supporto nativo a più porte USB 3.1 Gen2, permettendo ai produttori di gestire 12 linee PCIe 4.0 e di implementare tutte le features che desiderano. Ciò include 8 linee PCIe 4.0, con due “blocchi” da 4 linee ciascuno su cui i produttori possono implementare più porte SATA, slots PCIe 4.0 1x o 3 slots M.2 Gen4x4.

Tabella dei chipset AMD
X570 X470 X370
Interfaccia PCIe (verso le periferiche) 4.0 2.0 2.0
# massimo linee PCIe chipset 24 24 24
Porte USB 3.1 Gen2 8 2 2
Frequenza massima supportata 3200 MHz 2933 MHz 2667 MHz
# massimo porte SATA 8 8 8
 

Configurazione linee PCIe per GPU

 

x16

x8/x8

x8/x8/x8 (chipset)

x16

x8/x8

x8/x8/x4

x16

x8/x8

x8/x8/x4

Consumo del chipset 11 W 4.8 W 6.8 W
Supporto all’overclock Sì Sì Sì
Supporto a XFR2/PB2 Sì Sì No

Un cambiamento fondamentale nel chipset è come viene prodotto. X570 è, infatti, il primo chipset per Ryzen progettato e prodotto direttamente da AMD, con una mano da parte di ASMedia per alcuni moduli, mentre precedentemente ASMedia si è occupata completamente di sviluppare e produrre X370 e X470 con un processo produttivo a 55 nm.

La prima generazione, l’X370, consumava circa 7 Watt, passando a circa 5 W per X470; stavolta, X570, ha un consumo di 11 Watt, costringendo tutti i produttori di schede madri ad utilizzare una ventola per raffreddare attivamente il PCH.

L’incremento in Watt è da imputare al bus PCIe 4.0 e al maggiore numero di opzioni di connettività, e parallelamente, anche le sezioni di power delivery vedono un enorme miglioramento, complice l’annuncio di AMD del lancio di una CPU a 16 core, il Ryzen 9 3950X, a Settembre, con tutto ciò che ne consegue sul fronte dei requisiti per le schede di fascia più alta, con migliori fasi e dissipatori per tenere a bada CPU con un TDP da 105 W.

Configurazioni di prova e metodologia di test

In questa review, vedrete diversi sistemi nei benchmark.

Review Fornito da Dove acquistare
CPU AMD Ryzen 7 3800X LINK ASRock Amazon
Cooling Noctua NH-U12A – Noctua Amazon
Mainboard ASRock X570 Phantom Gaming X LINK ASRock Amazon
RAM G.Skill TridentZ 3600 MHz C15 16 GB – ReHWolution Amazon
VGA EVGA GeForce GTX 1080 Ti FTW3 – ReHWolution Amazon
Soundcard – – – –
Storage Toshiba TR200 LINK Toshiba Amazon
PSU Corsair AX1500i Digital PSU – Corsair Amazon
Case Streacom BC1 Open Bench Table – Streacom Streacom
Monitor LG 27UK650 4K HDR – ReHWolution Amazon
Keyboard Razer Blackwidow Lite Mercury – Razer Amazon
Mouse Razer Basilisk LINK Razer Amazon
OS Windows 10 Pro x64 1903 – ReHWolution Amazon

Benchmark CPU e RAM:

  • AIDA64 Photoworxx
  • AIDA64 ZLib
  • AIDA64 AES
  • AIDA64 Hash SHA1
  • AIDA64 Hash SHA3
  • AIDA64 VP8
  • AIDA64 SinJulia
  • SuperPI 1.5 mod XS 1M e 32M
  • WPrime 1.55 32M e 1024M
  • Cinebench R15
  • Cinebench R20
  • Luxmark 3.1
  • Blender 2.79 AMD CPU & BMW Benchmarks
  • VRay Next Benchmark
  • GeekBench 4.4.1
  • UL Benchmarks PCMark 10
  • Ashes of the Singularity: Escalation CPU Focused Benchmark
  • UL Benchmarks 3DMark Fire Strike CPU Test
  • UL Benchmarks 3DMark Time Spy CPU Test

Benchmark giochi:

  • Unigine Heaven Benchmark 4.0 (DX 11)
  • Unigine Superposition Benchmark (DX 11)
  • Futuremark 3DMark Fire Strike (DX 11)
  • Futuremark 3DMark Time Spy (DX 12)
  • Bioshock Infinite (Benchmark integrato) (DX 11) (Unreal Engine 3)
  • Metro Last Light Redux (Benchmark integrato) (DX 11) (4A Engine)
  • Middle Earth: Shadow of War (Benchmark integrato) (DX 11) (Lithtech Firebird)
  • Grand Theft Auto V (Benchmark integrato, media dei risultati di 5 scene) (DX 11) (RAGE)
  • Shadow of the Tomb Raider (Benchmark integrato) (DX 12) (Foundation Engine)
  • Hitman (2016) (Benchmark integrato) (DX 12) (Glacier II)
  • Ashes of the Singularity: Escalation (Benchmark integrato, Crazy Preset) (DX 12) (Nitrous)
  • Civilization VI (Benchmark Integrato, preset massimo) (DX 12) (Firaxis)
  • Total War: Warhammer II (Benchmark integrato, preset massimo) (DX 12) (TW Engine II)
  • Warhammer 40K: Dawn of War III (Benchmark integrato, preset massimo) (DX 12) (Essence Engine)
  • Far Cry 5 (Benchmark integrato) (DX 11) (Dunia Engine)
  • Ghost Recon: Wildlands (Benchmark integrato) (DX 11) (AnvilNext 2.0)
  • Deus Ex: Mankind Divided (Benchmark integrato, preset massimo) (DX 12) (Glacier II)
  • Forza Horizon 4 (Benchmark integrato, preset massimo) (DX 12) (ForzaTech)
  • Gears of War 4 (Benchmark integrato, preset massimo) (DX 12) (Unreal Engine 4)

I test dei giochi verranno eseguiti alla risoluzione di 1920×1080 pixels, con il preset massimo utilizzato in ogni gioco e, laddove non fosse possibile impostare un preset, le impostazioni massime possibili.

Ringraziamo FinalWire per la licenza di AIDA64, Primate Labs per la licenza di GeekBench e UL Benchmarks per la licenza dei 3DMark e di PCMark 10.

NDR¹: nei grafici dei benchmark, troverete i risultati ottenuti col 3800X e con il 9900K; in particolare, quest’ultimo è stato testato sia con che senza mitigazioni contro i più recenti exploit, come Spectre e Meltdown. Nei grafici troverete quindi (mitigato) quando tali protezioni saranno attive.

I processori AMD hanno tali protezioni attive di default e non disattivabili, pertanto, potrete notare come tali patch influenzano i punteggi. Se avete aggiornato Windows 10 all’ultima versione e non avete disattivato di vostra volontà tutte le mitigazioni, dovrete guardare i punteggi mitigati, come indice di paragone.

NDR²: una menzione speciale va a Toshiba e 360 Service Agency, per aver sponsorizzato un TR200 da 960GB, senza il quale non avremmo potuto installare la libreria di giochi utilizzata nei benchmark di oggi.

Benchmark sintetici: AIDA64

AIDA64 è uno strumento di analisi, diagnostica e benchmarking per sistemi Windows (e più recentemente, Android), che dispone di una vastissima suite di benchmark e che è diventato, nel tempo, un software di riferimento tra utenti e professionisti per il moitoraggio e il confronto di tutto l’hardware all’interno del proprio PC.

CPU Photoworxx

Questo benchmark esegue diverse operazioni comuni utilizzate durante il fotoritocco. Per la precisione, esegue un numero di operazioni di modifica su un’immagine RGB molto larga.

Questo benchmark stressa le unità SIMD della CPU e il sottosistema delle RAM. CPU Photoworks usa laddove presenti le librerie di istruzioni x87, MMX, MMX+, 3DNow!, 3DNow!+, SSE, SSE2, SSE3, SSE4.1, SSE4A, AVX, AVX2 e XOP e trae beneficio di NUMA, HyperThreading, sistemi multiprocessore e multicore.

AIDA64 – CPU Photoworxx – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by score
AIDA64 – CPU Photoworxx – AMD Ryzen 7 3800X
MPixel/s
AMD Ryzen Threadripper 1920X 44.274
AMD Ryzen Threadripper 1950X 43.535
Intel Core i7 7820X 37.452
Intel Core i9 7920X 36.773
Intel Core i7 5960X 36.520
Intel Core i7 8700K 25.142
Intel Core i9 9900K (mitigato) 25.080
Intel Core i9 9900K 25.067
AMD Ryzen 7 1800X 23.611
AMD Ryzen 5 1600 22.127
AMD Ryzen 7 3800X 21.225
AMD Ryzen 5 1400 16.179
AMD FX-8350 12.328

CPU ZLib Benchmark

Questo benchmark integer misura le prestazioni combinate di CPU e memorie tramite la libreria di compressione open source ZLib. Il test CPU ZLib utilizza solo le istruzioni base x86 ma ciononostante è un buon indicatore delle prestazioni generali del sistema.

AIDA64 – ZLib – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by score
AIDA64 – ZLib – AMD Ryzen 7 3800X
MB/s
AMD Ryzen Threadripper 1950X 1.317,2
AMD Ryzen Threadripper 1920X 1.043,7
Intel Core i9 7920X 1.030,4
AMD Ryzen 7 3800X 850,6
Intel Core i9 9900K (mitigato) 839,2
Intel Core i9 9900K 839
Intel Core i7 7820X 721,6
AMD Ryzen 7 1800X 690,7
Intel Core i7 5960X 601,2
Intel Core i7 8700K 574,2
AMD Ryzen 5 1600 473,4
AMD FX-8350 340,8
AMD Ryzen 5 1400 297,7

CPU AES Benchmark

Questo benchmark misura le prestazioni della CPU utilizzando la crittografia dati AES (Advanced Encryption Standard). In crittografia, AES è uno standard di crittaggio a chiave simmetrica, ed è utilizzato in svarati strumenti di compressione come 7-zip, WinRAR, WinZIP e anche in soluzioni di encrypting come BitLocker (Windows), FileVault (Mac OSX) e TrueCrypt (open source). Il test AES Benchmark usa le appropriate istruzioni x86, MMX e SSE 4.1, ed è accelerato a livello hardware su processori abilitati tramite il set di istruzioni AES-NI. Questo test rileva e sfrutta HyperThreading, sistemi multiprocessore e multicore.

AIDA64 – AES Benchmark – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by score
AIDA64 – AES Benchmark – AMD Ryzen 7 3800X
MB/s
AMD Ryzen Threadripper 1950X 124.335
AMD Ryzen Threadripper 1920X 98.841
AMD Ryzen 7 3800X 75.592
AMD Ryzen 7 1800X 64.972
Intel Core i9 7920X 52.015
AMD Ryzen 5 1600 45.334
Intel Core i9 9900K 42.880
Intel Core i9 9900K (mitigato) 42.840
Intel Core i7 7820X 36.506
Intel Core i7 5960X 31.715
Intel Core i7 8700K 29.426
AMD Ryzen 5 1400 28.434
AMD FX-8350 17.083

CPU Hash Benchmark

Questo benchmark misura le prestazioni CPU utilizzando l’algoritmo di hashing SHA1 definito nella FIPSPS 180-3. Il codice dietro questo benchmark è compilato in Assembly, e più importante, utilizza librerie di istruzioni MMX, MMX+, SSE, SSE2, SSSE3 e AVX, con prestazioni superiori su processori che supportano tali instruction sets.

Con la versione 6.00 di AIDA64, la versione SHA1 del benchmark viene deprecata in favore della versione SHA3, ma durante la transizione al nuovo metodo conserveremo entrambi i benchmark per indicare comunque le prestazioni in calcolo Hash.

AIDA64 – Hash Benchmark – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by SHA1
AIDA64 – Hash Benchmark – AMD Ryzen 7 3800X
SHA1 SHA3
AMD Ryzen Threadripper 1950X 44.421
AMD Ryzen Threadripper 1920X 33.271
AMD Ryzen 7 3800X 25.833 2.502
AMD Ryzen 7 1800X 22.368
AMD Ryzen 5 1600 15.372
Intel Core i9 7920X 13.088
Intel Core i9 9900K 10.328 3.529
Intel Core i9 9900K (mitigato) 10.328 3.528
AMD Ryzen 5 1400 9.648
Intel Core i7 7820X 9.187
Intel Core i7 8700K 7.402
Intel Core i7 5960X 7.146
AMD FX-8350 4.065

FPU VP8 / SinJulia Benchmarks

Il benchmark di AIDA FPU VP8 misura le prestazioni di compressione video utilizzando il codec di Google VP8 (utilizzato per i file WebM) aggiornato alla versione 0.9.5 e stressa l’FPU (Floating Point Unit) della CPU. Il test codifica fotogrammi video dalla risoluzione di 1280×720 in 1 pass ad un bitrate di 8 Mbps con impostazioni di qualità massima. Il contenuto dei fotogrammi viene poi generato dal modulo FPU Julia. Il codice che gestisce questo benchmark utilizza librerie MMX, SSE2 e SSSE3. SinJulia, invece, misura le prestazioni in floating point a precisione estesa (conosciuta anche come 80-bit) tramite il calcolo di un singolo fotogrammi di un frattale “Julia” modificato. Il codice di questo benchmark è scritto in Assembly, e utilizza istruzioni trigonometriche ed esponenziali x87.

AIDA64 – FPU VP8 e SinJulia – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by Sinjulia
AIDA64 – FPU VP8 e SinJulia – AMD Ryzen 7 3800X
VP8 SinJulia
AMD Ryzen Threadripper 1950X 7.707 25.202
AMD Ryzen Threadripper 1920X 7.794 18.898
AMD Ryzen 7 3800X 9.337 14.680
Intel Core i9 7920X 8.394 13.760
AMD Ryzen 7 1800X 7.747 12.684
Intel Core i9 9900K (mitigato) 9.311 11.337
Intel Core i9 9900K 9.101 11.334
Intel Core i7 7820X 8.180 9.658
Intel Core i7 5960X 6.693 8.895
AMD Ryzen 5 1600 6.720 8.724
Intel Core i7 8700K 8.458 7.787
AMD Ryzen 5 1400 6.115 5.472
AMD FX-8350 4.446 2.768

Benchmark sintetici: SuperPI e WPrime

SuperPI

Un metodo tradizionale per verificare le prestazioni del proprio PC è utilizzare SuperPI mod 1.5 XS: il programma si occupa di calcolare dalle 16k ai 32M di cifre dopo la virgola del π, con una scalabilità clock per clock davvero sorprendente per un programma creato nel 1995. Il programma calcola l’efficienza single-threaded piuttosto che quella multithreaded:

SuperPI 1.5 mod XS – AMD Ryzen 7 3800X: Lower is better - Sorted by 1M
SuperPI 1.5 mod XS – AMD Ryzen 7 3800X
1M 32M
Intel Core i9 9900K 7,787 423,193
Intel Core i7 8700K 7,837 429,03
Intel Core i9 7920X 8,454 454,878
Intel Core i7 7820X 8,469 459,662
Intel Core i7 6700K 8,673 451,345
Intel Core i5 7600K 8,809 450,771
Intel Core i9 9900K (mitigato) 9,168 471,062
AMD Ryzen 7 3800X 9,187 513,426
Intel Core i7 4770K 9,236 478,25
AMD Ryzen 7 1800X 10,283 584,619
AMD Ryzen Threadripper 1950X 10,331 573,239
Intel Core i7 5960X 10,412 554,754
AMD Ryzen Threadripper 1920X 10,676 585,328
AMD Ryzen 5 1400 12,314 701,167
AMD Ryzen 5 1600 12,846 628,985
AMD FX-8350 27,783

WPrime

Insieme al calcolo delle cifre dopo la virgola del π, un altro metodo valido per verificare le performance del proprio PC è utilizzare WPrime, da noi usato nella versione 1.55 (la stessa valida per i benchmark di HWBot), che consente di trovare dai 32M ai 1024M di numeri primi. Il programma scala enormemente in presenza di CPU multi-core, rappresentando un valido benchmark per il calcolo dell’efficienza multithreaded:

WPrime 1.55 – AMD Ryzen 7 3800X: Lower is better - Sorted by 1024M
WPrime 1.55 – AMD Ryzen 7 3800X
32M 1024M
AMD Ryzen Threadripper 1950X 2,931 48,169
Intel Core i9 7920X 3,269 58,742
AMD Ryzen Threadripper 1920X 2,978 61,858
Intel Core i9 9900K 2,679 71,877
AMD Ryzen 7 3800X 2,729 72,048
Intel Core i9 9900K (mitigato) 2,756 72,369
Intel Core i7 7820X 2,925 79,508
AMD Ryzen 7 1800X 3,672 90,294
Intel Core i7 8700K 3,41 98,762
Intel Core i7 5960X 3,82 106,806
AMD Ryzen 5 1600 4,516 131,941
Intel Core i7 6700K 4,902 152,039
Intel Core i7 4770K 5,955 182,555
Intel Core i5 7600K 6,616 200,487
AMD Ryzen 5 1400 6,861 208,375
AMD FX-8350 8,629 262,33

Benchmark produttività e rendering: Cinebench, GeekBench, LuxMark, VRay, Blender, PCMark 10

Cinebench R15

Per mettere alla prova l’efficienza con task intensivamente multi-threaded, Cinebench R15 la fa da padrone quando si tratta di del campo del rendering 3D. Il benchmark utilizza svariati algoritmi per stressare tutti i core disponibili per renderizzare una scena 3D fotorealistica nel minor tempo possibile. In particolare, con il benchmark nella versione R15, la scena del test contiene approssimativamente 2000 oggetti contenenti più di 300’000 poligoni totali, e usa riflessi sia definiti che sfocati, ombre e luci a zona, shaders procedurali, antialiasing e tanto altro ancora.

Questo benchmark può effettuare misurazioni fino ad un massimo di 64 threads, con il risultato che viene fornito in punti (Points); ovviamente, più punti totalizzate, più potente sarà il vostro sistema:

Cinebench R15 – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by Multithread
Cinebench R15 – AMD Ryzen 7 3800X
Single Thread Multithread
AMD Ryzen Threadripper 1950X 169 2.990
Intel Core i9 7920X 183 2.507
AMD Ryzen Threadripper 1920X 165 2.438
AMD Ryzen 7 3800X 206 2.182
Intel Core i9 9900K 208 2.066
Intel Core i9 9900K (mitigato) 207 1.980
Intel Core i7 7820X 190 1.753
AMD Ryzen 7 1800X 149 1.600
Intel Core i7 8700K 207 1.431
Intel Core i7 5960X 136 1.325
AMD Ryzen 5 1600 149 1.147
Intel Core i7 6700K 941
Intel Core i7 4770K 824
Intel Core i7 7600K 705
AMD Ryzen 5 1400 135 694
AMD FX-8350 94 634

Cinebench R20

Quest’anno, è stato lanciato anche Cinebench R20 (chiamato semplicemente Cinebench), in forma gratuita come le versioni precedenti, ma esclusivamente sul Microsoft Store, dove è possibile scaricarlo. Rispetto alla R15, la R20 richiede una potenza di calcolo 8 volte superiore, una quantità di RAM 4 volte superiore e pertanto i risultati non possono essere paragonati. Il test è di lunghezza superiore, per riprodurre meglio uno scenario realistico di rendering di una scena 3D. Viene inoltre incrementato il supporto a CPU più potenti, con fino a 256 threads concorrenti, per essere future proof:

Cinebench R20 – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by Multithread
Cinebench R20 – AMD Ryzen 7 3800X
Single Thread Multithread
AMD Ryzen 7 3800X 504 4.876
Intel Core i9 9900K 490 4.768
Intel Core i9 9900K (mitigato) 465 4.668

GeekBench 4.4.1

GeekBench, famosa suite di benchmark per la produttività e il content creation di Primate Labs, riesce a dare un punteggio in scenario single e multi-threaded, con carichi di lavoro che simulano scenari real-world. Questo tool multi-piattaforma permette infatti di testare performance in campi come crittografia, compressione, FFT, operazioni sulle RAM, fisica, matrici e persino parsing HTML:

GeekBench 4.4.1 – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by Multithread
GeekBench 4.4.1 – AMD Ryzen 7 3800X
Single Thread Multi Thread
AMD Ryzen 7 3800X 5.883 34.747
Intel Core i9 9900K 6.351 34.527
Intel Core i9 9900K (mitigato) 6.373 34.452

Luxmark 3.1

Per coloro che utilizzano Luxmark come indice delle prestazioni, è risaputo che nella suite di benchmark proposti, è possibile misurare le performance delle GPU tramite una pletora di test su OpenCL, ma tale programma è anche predisposto per il testing delle CPU tramite C++ e, appunto, OpenCL. Nei nostri test, abbiamo utilizzato tutte e 3 le scene (Luxball, Neumann Microphone e Hotel Lobby, in ordine di intensità) con rendering in C++:

Luxmark 3.1 C++ – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by Hotel Lobby
Luxmark 3.1 C++ – AMD Ryzen 7 3800X
Luxball Neumann Hotel Lobby
AMD Ryzen Threadripper 1950X 6.925 6.035 2.112
Intel Core i9 7920X 6.621 5.400 1.856
AMD Ryzen Threadripper 1920X 4.959 4.452 1.667
Intel Core i9 9900K 6.216 5.081 1.661
AMD Ryzen 7 3800X 5.138 4.449 1.571
Intel Core i9 9900K (mitigato) 4.862 4.061 1.525
Intel Core i7 7820X 5.086 4.120 1.398
Intel Core i7 8700K 4.666 3.783 1.217

Blender 2.79

Chi non conosce Blender, probabilmente non si è mai avvicinato ad un computer, in quanto praticamente chiunque sa che tale programma è tra le più efficaci soluzioni gratuite per il rendering 3D. Proprio con i lanci di Ryzen e di Threadripper, il programma è stato spesso utilizzato come metro di misura delle prestazioni (multithreaded) dei processori, grazie all’ottima scalabilità con più core e con frequenze maggiori. In particolare, utilizziamo il render demo del logo di Ryzen utilizzato da AMD per stabilire le performance dei processori recensiti (lo potete scaricare direttamente dal sito di AMD QUI), e il BMW Test, render più lungo che quindi meglio misura le prestazioni effettive di una CPU:

Blender – AMD Ryzen 7 3800X: Lower is better - Sorted by score
Blender – AMD Ryzen 7 3800X
Ryzen Test BMW Test
AMD Ryzen Threadripper 1950X 13,68
AMD Ryzen Threadripper 1920X 16,81
Intel Core i9 7920X 17,44
Intel Core i9 9900K 19,37 226,66
Intel Core i9 9900K (mitigato) 19,56 228,07
AMD Ryzen 7 3800X 19,73 229,71
Intel Core i7 7820X 23,42
Intel Core i7 8700K 26,36

VRay Next Benchmark

Inteso per testare le prestazioni nel rendering con VRay, famosissimo motore grafico utilizzato dai più grandi software di CGI, grazie alle funzionalità di Global Illumination, Depth of Field, caustiche e persino il famigerato Ray Tracing, tra le altre cose:

VRay Next Benchmark – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by score
VRay Next Benchmark – AMD Ryzen 7 3800X
kSamples/s
Intel Core i9 9900K 15.093
Intel Core i9 9900K (mitigato) 14.825
AMD Ryzen 7 3800X 13.677

PCMark 10 – Productivity

La suite PCMark, arrivata alla versione 10, uno standard nell’industria PC in fatto di benchmarks. Studiato appositamente per Windows 10 con workload mirati alla produttività, con test accurati ed imparziali creati in collaborazione con le più grandi aziende hardware:

PCMark 10 – AMD Ryzen 7 3800X: Productivity Benchmark - Sorted by score
PCMark 10 – AMD Ryzen 7 3800X
Points
Intel Core i9 9900K 9.229
AMD Ryzen 7 3800X 8.765
Intel Core i9 9900K (mitigato) 7.613

Benchmark sintetici 3D: 3DMark e AotS: Escalation CPU Test

3DMark Fire Strike e Time Spy – CPU Tests

In concomitanza con il lancio di Windows 8, Futuremark ha lanciato il nuovo 3DMark, chiamato appunto 3DMark, senza alcun numero riconoscitivo, a segnare la forte integrazione che ha con qualsiasi sistema, da Android a Windows a iOS a OSX, dando per la prima volta la possibilità di paragonare le prestazioni su smartphone e PC fisso in maniera schematizzata e professionale. Il benchmark dispone di svariati test, di cui utilizziamo i più intensivi per mettere alla prova le schede video.

Tra questi, il più impegnativo è il Fire Strike, che spinge la tessellazione a livelli davvero elevati, e che “vanta” due versioni ancora più spinte: Extreme (con scene pre-renderizzate a 2560×1440) ed Ultra (scene pre-renderizzate a 3840×2160, ovvero 4K). Purtroppo, a nostra disposizione

3DMark Fire Strike – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by score
3DMark Fire Strike – AMD Ryzen 7 3800X
CPU Score
AMD Ryzen Threadripper 1950X 27.045
Intel Core i9 9900K 25.036
AMD Ryzen 7 3800X 24.551
Intel Core i9 9900K (mitigato) 24.466
Intel Core i9 7920X 23.514
AMD Ryzen Threadripper 1920X 21.032
Intel Core i7 7820X 20.175
Intel Core i7 8700K 19.024
AMD Ryzen 7 1800X 18.769
Intel Core i7 5960X 16.667
AMD Ryzen 5 1600 15.632
AMD Ryzen 5 1400 10.596

Recentemente, invece, è stato introdotto il benchmark Time Spy, che testa le prestazioni delle GPU sfruttando le nuove API Microsoft DirectX 12, con scene pre-renderizzate a 2560×1440:

3DMark Time Spy – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by score
3DMark Time Spy – AMD Ryzen 7 3800X
CPU Score
AMD Ryzen Threadripper 1950X 11.690
Intel Core i9 9900K 11.243
Intel Core i9 7920X 11.095
Intel Core i9 9900K (mitigato) 10.971
AMD Ryzen 7 3800X 10.127
AMD Ryzen Threadripper 1920X 10.050
Intel Core i7 7820X 9.733
AMD Ryzen 7 1800X 8.377
Intel Core i7 8700K 7.989
Intel Core i7 5960X 7.989
AMD Ryzen 5 1600 5.650
AMD Ryzen 5 1400 3.466

Ashes of the Singularity Escalation – CPU Test

Ashes of the Singularity è quello che Stardock (la software house creatrice del gioco) definisce come un gioco strategico di warfare planetario, e con le sue mappe enormi e le migliaia di unità a schermo durante i combattimenti full-scale, non si può far altro che dare ragione all’azienda.

Ciò che viene spesso associato ad Ashes è l’incredibile onere che applica ai sistemi grafici (e non solo, il gioco è famelico di core e GHz), tramite l’utilizzo di DirectX 11 e 12. Il preset Crazy è in grado di mettere in ginocchio qualsiasi GPU in commercio già alla risoluzione Full HD. Il gioco si avvale del supporto alle tecnologie AMD, prendendo spunto dal motore grafico Nitrous utilizzato in uno dei primi benchmark per Mantle, Star Swarm:

Ashes of the Singularity CPU Test – AMD Ryzen 7 3800X: CPU Focused Benchmark - Higher is better - Sorted by score
Ashes of the Singularity CPU Test – AMD Ryzen 7 3800X
FPS (CPU)
Intel Core i7 5960X 56,5
Intel Core i7 8700K 55,7
Intel Core i9 9900K 55,5
AMD Ryzen Threadripper 1950X 55
Intel Core i9 7920X 54,9
Intel Core i7 7820X 53,6
Intel Core i9 9900K (mitigato) 52,4
AMD Ryzen 7 3800X 48,7
AMD Ryzen Threadripper 1920X 47,3
AMD Ryzen 7 1800X 41,5
AMD Ryzen 5 1600 32,8
AMD Ryzen 5 1400 22,6

Test sintetici grafici: Unigine e 3DMark

Unigine Heaven 4.0 e Superposition (DX 11)

Heaven, prodotto da Unigine è stato il primo Benchmark DX11. Lo scopo principale è quello di mettere in risalto gli straordinari effetti della Tessellation. Difatti dai semplici modelli osservabili con tessellation disattivata, si arriva ad oggetti ricchi di profondità e sporgenze senza dover creare trame complesse.

Il compito di arricchire il modello è lasciato all’unità tessellatrice, per cui si tratta di uno strumento indispensabile per valutare l’efficienza dei questa unità nelle moderne soluzioni DX11:

Unigine Heaven – AMD Ryzen 7 3800X: Full HD - Higher is better - Sorted by FPS
Unigine Heaven – AMD Ryzen 7 3800X
FPS
AMD Ryzen 7 3800X 214,9
Intel Core i9 9900K (mitigato) 209,9
Intel Core i9 9900K 188,4

Oltre a Heaven, l’azienda è anche la creatice di Superposition, benchmark che ha visto l’uscita ad inizio 2017 e che ancora una volta fa affidamento alle DirectX11. Il test ci mostra una stanza, probabilmente di uno scienziato, dove uno strano generatore altera la gravità. I dettagli sono tantissimi e il test è incredibilmente esoso anche su hardware performante di ultima generazione:

Unigine Superposition – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by 4K Optimized
Unigine Superposition – AMD Ryzen 7 3800X
1080p Extreme 4K Optimized
Intel Core i9 9900K (mitigato) 5.761 9.339
Intel Core i9 9900K 5.761 9.333
AMD Ryzen 7 3800X 5.576 9.209

UL Benchmarks 3DMark Fire Strike (DX 11) e Time Spy (DX 12)

In concomitanza con il lancio di Windows 8, UL Benchmarks ha lanciato il nuovo 3DMark, chiamato appunto 3DMark, senza alcun numero riconoscitivo, a segnare la forte integrazione che ha con qualsiasi sistema, da Android a Windows a iOS a OSX, dando per la prima volta la possibilità di paragonare le prestazioni su smartphone e PC fisso in maniera schematizzata e professionale. Il benchmark dispone di svariati test, di cui utilizziamo i più intensivi per mettere alla prova le schede video.

Tra questi, i più impegnativi sono Fire Strike e Time Spy:

3DMark Fire Strike e Time Spy – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by Fire Strike
3DMark Fire Strike e Time Spy – AMD Ryzen 7 3800X
Fire Strike Time Spy
AMD Ryzen 7 3800X 24.325 9.809
Intel Core i9 9900K 24.073 10.058
Intel Core i9 9900K (mitigato) 23.613 10.021

Test giochi: DirectX 11

Bioshock Infinite (DX 11)

Continuiamo con Bioshock Infinite, che ci mette nei panni di Booker DeWitt, un investigatore privato, un tempo agente Pinkerton, incaricato di ritrovare una ragazza, Elizabeth, tenuta prigioniera a Columbia, una fantomatica città sospesa nei cieli, dove le modifiche genetiche sono considerate veri e propri beni di lusso. Per la prima volta nella serie di Bioshock, il personaggio ha un volto, un nome ed una storia precedente al gioco, che verrà svelata con l’avanzare della partita.

Il gioco supporta le API DirectX 11, con le quali supporta tecnologie quali: High Definition Ambient Occlusion, Contact Hardening Shadows e Diffusion Depth of Field. È implementato inoltre il supporto all’FXAA (anti-aliasing ad approssimazione rapida) ottimizzato per l’utilizzo su SM 5.0. Il gioco è ottimizzato per architetture AMD, in quanto parte del programma AMD Gaming Evolved.

Bioshock Infinite – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by FPS
Bioshock Infinite – AMD Ryzen 7 3800X
FPS
Intel Core i9 9900K 229,03
AMD Ryzen 7 3800X 223,91
Intel Core i9 9900K (mitigato) 223,21

Metro Last Light Redux (DX 11)

Dopo l’incredibile successo di Metro 2033, ecco che fa capolino sugli schermi dei nostri PC il suo successore, Metro Last Light, basato sul romanzo Metro 2034 di Dmitry Glukhovsky, che vede il mondo alle prese con i postumi di una terza guerra mondiale atomica, con tutto ciò che ne consegue: la popolazione ancora in vita in Russia si è trasferita nella famigerata metropolitana russa, dotata di 298 km di binari e tunnel sotto Mosca.

Ancora una volta, il giocatore rivestirà i panni di Artyom, per impedire una guerra civile che potrebbe portare alla fine il genere umano. Tecnicamente parlando, il gioco è incredibilmente pesante, sia per poligoni a schermo che per requisiti, facendo uso di tutte le tecnologie introdotte dalle DirectX11: Depth of Field, HDAO, Tessellation e real-time Motion Blur. Il gioco è ottimizzato per schede video NVIDIA, dato il supporto all’NVIDIA PhysX e in quanto parte del programma NVIDIA – The Way It’s Meant To Be Played.

Metro Last Light Redux – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by FPS
Metro Last Light Redux – AMD Ryzen 7 3800X
FPS
Intel Core i9 9900K 194,79
Intel Core i9 9900K (mitigato) 192,84
AMD Ryzen 7 3800X 189,72

Middle Earth: Shadow of War (DX 11)

Shadow of War riprende la storia esattamente dove s’interrompe quella di Shadow of Mordor, con il nostro amico ramingo, Talion, alle prese con Shelob (per capirci, il ragno gigante che avvelena Frodo e quasi riesce a mangiarlo ne Il Signore degli Anelli), che rapisce Celebrimbor (entità del fabbro degli anelli fusa con Talion) e chiede in riscatto un nuovo anello appena forgiato e libero dalla corruzione di Sauron. Anche questo titolo si fregia degli NVIDIA GameWorks, non facendo riportare differenze sostanziali con il gioco precedente, anche se in linea di massima servirà una scheda top di gamma per poter giocare in 4K alla qualità massima, a differenza di Shadow of Mordor che se la cavava con schede di fascia leggermente inferiore:

Middle Earth: Shadow of War – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by FPS
Middle Earth: Shadow of War – AMD Ryzen 7 3800X
FPS
AMD Ryzen 7 3800X 126
Intel Core i9 9900K 126
Intel Core i9 9900K (mitigato) 126

Grand Theft Auto V (DX 11)

Grand Theft Auto. Una saga che affonda le sue radici nel sangue e nella violenza in visuale dall’alto e 2 dimensioni, e che nell’ultima iterazione, attesa per ben 8 lunghissimi anni dagli utenti PC. Nel 2015, dopo ben 8 anni di attesa (per gli utenti PC), GTA V ha visto la luce sugli schermi dei computer di tutti i videogiocatori, distruggendo record su record in vendite e profitti.

Un approccio totalmente diverso, quello per la storia: tre personaggi controllabili, ognuno più folle dell’altro, tra mafia, sparatorie, esplosioni e rapine spettacolari. Il gioco è ottimizzato per schede video NVIDIA, presentando il supporto a tutti i GameWorks dell’azienda eccezion fatta per gli Hairworks. Ad alte risoluzioni, il gioco è un vero e proprio campo di battaglia dove testare le schede video più potenti:

Grand Theft Auto V – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by FPS
Grand Theft Auto V – AMD Ryzen 7 3800X
FPS
Intel Core i9 9900K 124,21
Intel Core i9 9900K (mitigato) 122,56
AMD Ryzen 7 3800X 114,22

Far Cry 5 (DX 11)

Una contea negli Stati Uniti, Hope County, è finita nelle “grinfie” di un predicatore, Joseph Seed, e della sua famiglia, autori della creazione del “Project at Eden’s Gate”. Il nostro ruolo è ripulire Hope County dalla loro influenza, prendendo i panni del vice sceriffo della contea (e infatti verremo chiamati “Vice” durante tutto il gioco, senza avere un vero e proprio nome), con un’impostazione simile a quella del più recente Ghost Recon: Wildlands, con diverse zone controllate dai vari figli di Joseph (e da lui stesso), dovendo smantellare regione dopo regione tutte le forze avversarie.

Il gioco è basato su NVIDIA GameWorks e sfrutta le DirectX11 nel modo migliore possibile, con un’incredibile resa in HDR e con paesaggi e gameplay mozzafiato. Un gioco incredibilmente divertente e, fortunatamente per noi, ottimo indice di prestazioni per le schede video:

Far Cry 5 – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by FPS
Far Cry 5 – AMD Ryzen 7 3800X
FPS
Intel Core i9 9900K 136
Intel Core i9 9900K (mitigato) 136
AMD Ryzen 7 3800X 127

Ghost Recon: Wildlands (DX 11)

Ghost Recon: Wildlands, il più recente titolo della saga creata ispirandosi ai romanzi dell’ormai passato a miglior vita Tom Clancy, rappresenta forse uno dei migliori giochi della saga, grazie al gameplay completamente rinnovato rispetto al passato, alla grafica avanzatissima, ad una balistica credibile e ad una storia che risulta interessante e mai noiosa. Ci troveremo alle prese con un cartello di droga diffuso in Bolivia, nel Luglio del 2019, nei panni della Delta Company, primo battaglione, 5° gruppo delle forze speciali. I Ghosts, ovviamente.

Il gioco presenta la più recente iterazione dell’AnvilNext Engine, motore grafico che affonda le radici nello Scimitar, che ha mosso Assassin’s Creed e il remake di Prince of Persia del 2008, questo evolutosi poi nell’Anvil, poi AnvilNext, ed infine AnvilNext 2.0, facendo da base a tutti i giochi della saga di Assassin’s Creed, dei giochi basati sulle storie di Tom Clancy (incluso Rainbow Six: Siege) e For Honor, occupandosi di gestire grafica, fisica e AI fino a 3000 personaggi non giocabili contemporaneamente. COnsiderando l’estensione della mappa di GR:W e la quantità di nemici che dovremo far fuori, sembra essere stata la scelta giusta. DirectX 11, NVIDIA Gameworks (con particolare attenzione agli effetti di illuminazione e ombre) e un gameplay pazzesco per questo gioco:

Ghost Recon: Wildlands – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by FPS
Ghost Recon: Wildlands – AMD Ryzen 7 3800X
FPS
AMD Ryzen 7 3800X 73,59
Intel Core i9 9900K 73,08
Intel Core i9 9900K (mitigato) 73,04

Test giochi: DirectX 12

Shadow of the Tomb Raider (DX 12)

In Shadow of the Tomb Raider, Lara si ritrova ancora una volta a spasso per il globo, con l’intento di fermare ulteriormente la diffusione dell’organizzazione paramilitare Trinity. Questo cammino la porta in Messico, dove andrà a caccia del capo dell’alto consiglio di tale organizzazione, con l’obiettivo di distruggerla una volta per tutte e liberare il mondo dalla minaccia che incombe. Il gioco dispone ancora una volta di supporto a DX11 e 12, con l’introduzione, non appena sarà disponibile la build 1809 per Windows, del Ray Tracing tramite DirectXR, ultima prodezza tecnologica nel mondo del rendering:

Shadow of the Tomb Raider – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by FPS
Shadow of the Tomb Raider – AMD Ryzen 7 3800X
FPS
Intel Core i9 9900K (mitigato) 124
AMD Ryzen 7 3800X 123
Intel Core i9 9900K 122

Hitman (2016) (DX 12)

Ancora un altro reboot, e stavolta è l’agente 47 a vedere una “rinascita”, con Hitman (2016), che ci vede alle prese con un più giovane, più freddo Agente 47, alle prese con diversi “episodi” (ed è proprio il modello di vendita del titolo, episodi che vengono pubblicati col passare del tempo) e vari obiettivi da uccidere, come da tradizione.

Il gioco è ottimizzato per schede video AMD, presentando il supporto alle DirectX 12, all’Async Computing e all’SSAO, ovviamente supportando anche le DirectX 11:

Hitman (2016) – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by FPS
Hitman (2016) – AMD Ryzen 7 3800X
FPS
Intel Core i9 9900K 158,52
Intel Core i9 9900K (mitigato) 150,71
AMD Ryzen 7 3800X 150,52

Ashes of the Singularity: Escalation (DX 12)

Spezzando il filone di reboot e rifacimenti di giochi vetusti, Ashes of the Singularity è quello che Stardock (la software house creatrice del gioco) definisce come un gioco strategico di warfare planetario, e con le sue mappe enormi e le migliaia di unità a schermo durante i combattimenti full-scale, non si può far altro che dare ragione all’azienda.

Ciò che viene spesso associato ad Ashes è l’incredibile onere che applica ai sistemi grafici (e non solo, il gioco è famelico di core e GHz), tramite l’utilizzo di DirectX 11 e 12. Il preset Crazy è in grado di mettere in ginocchio qualsiasi GPU in commercio già alla risoluzione Full HD. Il gioco si avvale del supporto alle tecnologie AMD, prendendo spunto dal motore grafico Nitrous utilizzato in uno dei primi benchmark per Mantle, Star Swarm:

Ashes of the Singularity: Escalation – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by FPS
Ashes of the Singularity: Escalation – AMD Ryzen 7 3800X
FPS
Intel Core i9 9900K 77,3
AMD Ryzen 7 3800X 76,7
Intel Core i9 9900K (mitigato) 74,9

Civilization VI (DX 12)

Gandhi è un guerrafondaio.

Beh, ovviamente si scherza, ma se avete giocato anche solo una volta ad uno dei Sid Meier’s Civilization, saprete la storia dietro quest’affermazione. Il 2016 ha visto l’uscita della sesta incarnazione dei giochi 4X più famosi del pianeta. Stavolta, con Civilization VI, il motore grafico si basa sia su DirectX11 che su DirectX12, con una qualità senza eguali per uno strategico a turni:

Sid Meier’s Civilization VI – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by FPS
Sid Meier’s Civilization VI – AMD Ryzen 7 3800X
FPS
AMD Ryzen 7 3800X 171,67
Intel Core i9 9900K 155,42
Intel Core i9 9900K (mitigato) 155,37

Total War: Warhammer II e WH 40K: DoW III (DX 12)

Sequel dell’incrocio tra due mondi simili, quello delle battaglie su larca scala di Total War e quello delle lotte tra umani ed orchi, Total War: Warhammer II è uno dei più gravosi giochi ad avvalersi delle librerie grafiche DX 12, e sebbene su alcuni sistemi (meno recenti) i risultati siano controproducenti, su sistemi più attuali esse consentono di raggiungere un boost prestazionale superiore al 10-15%, permettendo di godere delle battaglie a larga scala tra uomini e giganti verdi rispetto alle precedenti DirectX11:

Total War: Warhammer II – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by FPS
Total War: Warhammer II – AMD Ryzen 7 3800X
FPS
AMD Ryzen 7 3800X 65,7
Intel Core i9 9900K 61,2
Intel Core i9 9900K (mitigato) 59,7

Dawn of War III, invece, rappresenta la più recente iterazione dell’RTS di Creative Assembly ambientato nel mondo futuro di Warhammer (il 40’000 d.C., appunto), che parla della scoperta di un’arma devastante, la lancia di Caino, sul remoto pianeta Archeron, dove convenientemente (per la trama e per il divertimento) giungono i Blood Raven Space Marines, guidati da Gabriel Angelos, gli Eldar, guidati da Farseer Macha e gli Orki, guidati dal signore della guerra Orbutz, tutti personaggi incontrati sia nel gioco precedente che nelle espansioni del gioco originale, ossia Winter Assault, Dark Crusade e Soulstorm. Il gioco si avvale dello stesso motore grafico dei “cugini” Total War, ma con un’incarnazione più gestibile su sistemi meno potenti, grazie alle scale minori delle battaglie che avvengono negli scontri tra fazioni. Sempre DX 12, ovviamente:

Warhammer 40K: Dawn of War III – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by FPS
Warhammer 40K: Dawn of War III – AMD Ryzen 7 3800X
FPS
AMD Ryzen 7 3800X 138,04
Intel Core i9 9900K 137,02
Intel Core i9 9900K (mitigato) 128,02

Deus Ex: Mankind Divided (DX 12)

Dopo gli eventi di Human Revolution, Deus Ex: Mankind Divided assume una piega carica di contrasti, con tantissime similitudini sulla situazione attuale che viviamo tutti i giorni: da un lato, gli umani senza modifiche, dall’altro, gli aumentati, con innesti cibernetici in grado di migliorare forza fisica, aggiungere abilità e, in generale, consentire agli umani di essere tanto più utili quanto più dannosi alla società.

Ancora una volta, facendo parte del programma AMD Gaming Evolved, il gioco è ottimizzato per la squadra rossa, facendo vasto uso di tutti i benefici in tassellazione ed illuminazione, con i modelli che sfiorano il fotorealismo grazie alle DirectX12. Nonostante condivida lo stesso motore di Tomb Raider, il gioco è di gran lunga più esoso:

Deus Ex: Mankind Divided – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by FPS
Deus Ex: Mankind Divided – AMD Ryzen 7 3800X
FPS
AMD Ryzen 7 3800X 98,3
Intel Core i9 9900K (mitigato) 97
Intel Core i9 9900K 95,7

Forza Horizon 4 (DX 12)

Il festival più divertente e veloce al mondo, l’Horizon Festival, approda in quel di Edinburgo con Forza Horizon 4, racing game open world a stampo semi-arcade ambientato in Scozia dove affronteremo l’inarrestabile avanzare delle stagioni, con un ciclo settimanale, e un multiplayer che permette il cross-platform tra Xbox One e PC.

Noi, ovviamente, giochiamo su PC, ed il gioco, avendo ricevuto la Ultimate Edition per una review. FH4 è basato sul motore proprietario ForzaTech, che viene aggiornato costantemente da Playground Games e Turn 10 Studios, responsabili rispettivamente per la serie Horizon e quella Motorsport, avvalendosi di DirectX 12, HDR e forse i migliori modelli poligonali di veicoli in qualsiasi gioco di corsa, con un sistema meteo e di illuminazione da far impallidire titoli ben più rinomati in tali ambiti:

Forza Horizon 4 – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by FPS
Forza Horizon 4 – AMD Ryzen 7 3800X
FPS
AMD Ryzen 7 3800X 139,4
Intel Core i9 9900K (mitigato) 128,2
Intel Core i9 9900K 127,1

Gears of War 4 (DX 12)

Pianeta Sera: 25 anni dopo l’utilizzo delle contromisure Imulsion, che hanno spazzato via gli Splendenti e le Locuste, vediamo in Gears of War 4 JD Phoenix (nipote di Adam e figlio di Marcus) insieme a Del e Kait alle prese con una nuova minaccia per la razza umana, costretta ad adattarsi alle terribili condizioni causate dalle continue tempeste chiamate Windflares.

Il gioco è basato sul motore grafico Unreal Engine 4, e incredibilmente non vanta nessuna collaborazione con AMD o NVIDIA (quindi niente AMD Gaming Evolved né NVIDIA TWIMTBP), risultando abbastanza imparziale con entrambi i brand, ed è uno dei pochi giochi che si comporta molto bene in DX 12:

Gears of War 4 – AMD Ryzen 7 3800X: Higher is better - Sorted by FPS
Gears of War 4 – AMD Ryzen 7 3800X
FPS
Intel Core i9 9900K 185,9
Intel Core i9 9900K (mitigato) 178,7
AMD Ryzen 7 3800X 166,3

Consumo di corrente

Una pagina dedicata solo ed esclusivamente al consumo di corrente? Certo che sì, perché come avete constatato dai benchmark di oggi, le due piattaforme sono pressoché equivalenti.

I consumi, però, fanno notare (e ci mancherebbe pure, aggiungo ndr) un divario non indifferente tra le due piattaforme:

Consumo di corrente – AMD Ryzen 7 3800X: Lower is better - Sorted by Full
Consumo di corrente – AMD Ryzen 7 3800X
Idle Full
AMD Ryzen 7 3800X 71 95
Intel Core i9 9900K 175 225

Grazie al processo produttivo a 7 nm, infatti, AMD è riuscita a contenere enormemente i consumi per i suoi processori. Se poi considerate che il 3800X è un po’ più spinto del 3700X, mantenendo bene o male lo stesso livello di prestazioni, noterete come questa nuova piattaforma sia incredibilmente efficiente.

Jump to section

1. Conclusioni

  • 1. Conclusioni

Cercare di riassumere il lavoro svolto da AMD con questa nuova piattaforma (e da me per parlarvene e testarne le prestazioni), è un compito tutt’altro che semplice. Abbiamo potuto assistere ad un’ennesima rivoluzione da parte della casa di Santa Clara, che non ne vuole sapere di starsene con le mani in mano, migliorando enormemente ancora una volta la propria architettura.

Prima, hanno spinto sull’introduzione di CPU a più di 4 core per il segmento mainstream, con il 1800X due anni fa, spingendo Intel ad adattarsi prima con l’8700K, a 6 core e poi con il 9900K a 8 core.

Poi, con questa 3a generazione, l’azienda ha apportato tutta una serie di miglioramenti:

un aumento di Instructions Per Clock (IPC) del 15%, un aumento di frequenze CPU di ben oltre il 10%, un calo nei consumi, il raddoppio della quantità di cache L3, un aumento del numero di core massimi, che arriva fino a 16 nel caso del 3950X che vedrà l’uscita tra poche settimane, un aumento nelle frequenze delle RAM supportate, con la possibilità per la prima volta di superare i 4000 MHz su sistemi AMD, una riduzione del processo produttivo, che vede per la prima volta i 7 nm adottati in un sistema desktop, per non parlare dell’arrivo, finalmente, del bus PCIe 4.0, con tutto ciò che ne consegue per le opzioni di storage, di schede di espansione e reattività dei sistemi.

Si può dire che non ci sia un singolo fattore tralasciato da AMD in questo salto generazionale: ogni aspetto è stato stravolto, ricostruito e migliorato.

La nota dolente, è l’immaturità della piattaforma di AMD: abbiamo infatti da un lato Intel, che negli ultimi 3-4 anni ha riciclato la stessa architettura con pochi accorgimenti anno dopo anno, mentre dall’altro lato del ring abbiamo AMD, che sebbene porti innovazione in tutto, d’altro canto paga lo scotto di avere un sistema ancora non perfettamente stabile. Molte sono state, infatti, le segnalazioni degli utenti, specie su Reddit, che fanno notare come le CPU Ryzen di 3rd Gen non riescano a raggiungere sempre le frequenze di boost dichiarate dall’azienda, e anche durante i miei test, devo dire che non ho mai raggiunto appieno i 4.5 GHz dichiarati per il 3800X, arrivando a segnare “soltanto” 4.45 GHz, anche in operazioni single thread.

Foglio Excel alla mano, il 3800X oggi esce vincitore contro il 9900K, sia che a quest’ultimo vengano applicate le mitigazioni per Spectre e Meltdown, che non vengano applicate, rispettivamente con il 4% di vantaggio e l’1% di vantaggio. Un pareggio, praticamente, ma considerando consumi e costi inferiori per il processore di AMD, non possiamo che assegnare la vittoria ad esso. E questo, ignorando tutta la sfilza di misure di sicurezza, grazie all’architettura completamente diversa da quella Intel, quest’ultima mostratasi parecchio vulnerabile ad exploit di vario tipo negli ultimi mesi.

Se tre anni fa mi aveste detto che presto AMD avrebbe annullato del tutto il divario prestazionale con i prodotti di Intel, vi avrei seriamente suggerito un trattamento psichiatrico d’urgenza. Anche se già la prima generazione di CPU Ryzen aveva fatto gridare al miracolo rispetto alla fallimentare architettura FX, con questa terza iterazione abbiamo invece una rivoluzione completa: performance pari o superiori in ogni campo, maggiore sicurezza, miglior efficienza ed espandibilità decisamente superiore per le piattaforme AMD. Non possiamo far altro che sperare, a questo punto, che Intel si dia una svegliata e lanci prodotti ugualmente competitivi, proprio per il bene del mercato (e di noi consumatori).

ndr: durante la stesura di questa review, ASRock ha pubblicato un BIOS update con la versione AGESA 1.0.0.3ABB. Seguirà nei prossimi giorni, proprio nella review dedicata alla scheda madre, la suite di test effettuata sul nuovo BIOS.

Il sample oggi recensito ci è stato inviato da ASRock (che ringraziamo), insieme alla X570 Phantom Gaming X utilizzata nei test (di cui leggerete la recensione completa nei prossimi giorni), e ovviamente non abbiamo ricevuto alcun compenso per la stesura di quest’articolo.

Per oggi è tutto da ReHWolution, non dimenticate di seguirci sui nostri social network!

La recensione

AMD Ryzen 7 3800X: come la squadra rossa rivoluziona il mercato

10 Punteggio

Basato sulla nuova architettura Zen 2, l'AMD Ryzen 7 3800X è il cavallo di battaglia ad 8 core che finalmente pareggia i conti con Intel.

Pro

  • Un'architettura capace di competere su ogni livello con Intel
  • Elevata efficienza energetica
  • Frequenze CPU e RAM di gran lunga superiori ai predecessori

Contro

  • Piattaforma (naturalmente) ancora un po' acerba

Riassunto della recensione

  • Voto finale 0

AMD Ryzen 7 3800X: come la squadra rossa rivoluziona il mercato Prezzi

Raccogliamo informazioni da vari negozi per indicare il prezzo migliore

Miglior prezzo

€195
  • AMD Ryzen 5 3600
    €195.91 Acquista ora
  • AMD Ryzen 5 3600X
    €232.99 Acquista ora
  • AMD Ryzen 7 3700X
    €359.99 Acquista ora
  • AMD Ryzen 7 3800X
    €407.59 Acquista ora
  • AMD Ryzen 9 3900X
    €706.99 Acquista ora
Jump to section

1. Conclusioni

  • 1. Conclusioni
Pagina 1 di 1
Precedente 1 Pros
Post precedente

Z390 Phantom Gaming X – VRM Analysis

Post successivo

Noctua, in arrivo dissipatori e ventole totalmente neri: video teaser

Ciro Sdino

Ciro Sdino

Direttore responsabile di ReHWolution, con la passione per qualsiasi cosa funzioni con un processore fin dal lontano 1995, anno in cui "misteriosamente" la sua CPU avviò un processo di fusione nucleare nel case. Da allora, con impegno e imparzialità analizza hardware e software di ogni tipo, con un occhio di riguardo per l'overclock.

Altri Articoli

CES 2026 | AMD presente a Las Vegas: una nuova era per gaming, AI e calcolo ad alte prestazioni
Hardware

CES 2026 | AMD presente a Las Vegas: una nuova era per gaming, AI e calcolo ad alte prestazioni

8 Gennaio 2026
289
AIDA64 si aggiorna alla versione 7.70
News

AIDA64 si aggiorna alla versione 7.70

8 Luglio 2025
300
MSI MPG X870E EDGE TI WIFI – Recensione
Reviews

MSI MPG X870E EDGE TI WIFI – Recensione

Nuovo aggiornamento per AIDA64: ecco cosa cambia nella versione 7.65
News

Nuovo aggiornamento per AIDA64: ecco cosa cambia nella versione 7.65

8 Aprile 2025
329
ASUSTOR e Ryzen per l’Edge Storage ad alte prestazioni
Hardware

ASUSTOR e Ryzen per l’Edge Storage ad alte prestazioni

24 Marzo 2025
298
Disponibile la versione 7.60 di AIDA64
News

Disponibile la versione 7.60 di AIDA64

18 Febbraio 2025
321

Discussione su post

ReHWolution

ReHWolution Media © 2013-2026

Link importanti

  • Privacy & GDPR Policy
  • Contact Us
  • About Us

Seguici sui nostri social

Nessun risultato
Visualizza tutti i risultati
  • Reviews
  • News
  • Videogiochi
  • Fotografia
  • Guide
  • Droni
  • Mobile
  • Editoriali
  • Articles

ReHWolution Media © 2013-2026

Questo sito utilizza cookies. Continuando a visitarlo stai acconsentendo all'utilizzo di tali cookies. Per maggiori informazioni visita la nostra pagina di Policy Privacy e Cookies.