Al CES 2026 AMD si presenta con una delle line-up più ambiziose della sua storia recente, delineando una strategia chiara che attraversa gaming, PC consumer e professionali, data center ed embedded computing. L’azienda rafforza il proprio ruolo di leader nell’innovazione, spingendo con decisione su intelligenza artificiale locale, prestazioni grafiche e scalabilità infrastrutturale, in un momento in cui il confine tra computing tradizionale e AI si fa sempre più sottile.

Sul fronte gaming, AMD alza ulteriormente l’asticella con il nuovo Ryzen 7 9850X3D, attualmente il processore desktop più veloce per il gioco. Basato su architettura Zen 5 e dotato della seconda generazione di 3D V-Cache, questo chip combina frequenze elevate e una cache massiccia per garantire latenze ridottissime e frame rate ai vertici della categoria. Parallelamente, l’ecosistema software FSR Redstone segna un passaggio importante nell’evoluzione del rendering neurale: grazie a tecniche di machine learning applicate a upscaling, frame generation e ray tracing, AMD porta miglioramenti tangibili sia in qualità visiva sia in fluidità, con un’adozione che ha già superato i duecento titoli.

La visione di AMD sull’AI nei PC consumer prende forma con la nuova serie Ryzen AI 400, progettata per i Copilot+ PC di nuova generazione. Con una NPU capace di raggiungere fino a 60 TOPS, questi processori abilitano carichi di lavoro avanzati di intelligenza artificiale direttamente sul dispositivo, mantenendo al tempo stesso efficienza energetica e autonomia prolungata. L’integrazione delle GPU Radeon di ultima generazione rende queste piattaforme adatte anche a creativi e professionisti che lavorano con contenuti complessi e applicazioni accelerate.
Accanto a questa famiglia debutta l’estensione della linea Ryzen AI Max+, che porta potenza di calcolo AI e grafica di classe desktop anche su notebook ultrasottili e mini-PC. A completare il quadro arriva Ryzen AI Halo, una piattaforma di sviluppo compatta pensata per chi lavora con modelli linguistici e applicazioni AI avanzate in locale. Con fino a 128 GB di memoria unificata e un ambiente software pronto all’uso basato su ROCm, AMD propone una soluzione che riduce drasticamente la distanza tra sviluppo e deployment.

In ambito professionale, la serie Ryzen AI PRO 400 amplia l’offerta commerciale dell’azienda, rispondendo alle esigenze delle imprese che stanno rinnovando i propri parchi macchine. Le nuove CPU combinano prestazioni elevate, accelerazione AI dedicata e le tecnologie AMD PRO per sicurezza, gestibilità e stabilità a lungo termine, offrendo una piattaforma solida per l’adozione dell’AI nei flussi di lavoro aziendali.

Il software rimane un pilastro centrale della strategia AMD. Con ROCm 7.2, la piattaforma open source continua a crescere in prestazioni e compatibilità, estendendo il supporto ai nuovi processori Ryzen AI su Windows e Linux e semplificando l’accesso a framework come PyTorch. A questo si affianca l’Adrenalin Edition AI Bundle, pensato per abbattere le barriere all’ingresso dell’AI locale grazie a un’installazione unica e integrata che elimina configurazioni complesse.
Nel data center, AMD guarda decisamente al futuro del calcolo su larga scala. La nuova famiglia Instinct MI400, guidata dal sistema Helios, introduce un modello di computing a livello di rack capace di raggiungere prestazioni da frontiera per l’addestramento di modelli su scala trilionaria. La roadmap si estende ulteriormente con la serie MI500, che promette un salto generazionale senza precedenti in termini di potenza AI, aprendo la strada a nuove applicazioni in ambito scientifico, industriale e sovrano.
Chiude il quadro il mondo embedded, dove AMD porta l’AI fuori dal cloud e dentro il mondo fisico. I nuovi processori Ryzen AI Embedded combinano CPU Zen 5, grafica RDNA 3.5 e NPU XDNA 2 in un singolo chip, puntando a settori come automotive, sanità, automazione industriale e robotica avanzata. La collaborazione con realtà come l’Istituto Italiano di Tecnologia, culminata nella presentazione del robot umanoide GENE 1.0, mostra chiaramente la direzione: un computing sempre più distribuito, intelligente e integrato con l’ambiente che ci circonda.







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