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AMD Ryzen Threadripper: l’HEDT secondo AMD

Ciro Sdino di Ciro Sdino
17 Ottobre 2017
in Processori
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Home Reviews Processori
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Threadripper: introduzione

Cinque.

Cinque gli anni che sono serviti ad AMD per rimettersi in sesto sul fronte delle CPU (sul fronte GPU, ahimé, ci vuole ancora un po’ prima di dare seria competizione alle schede di punta di NVIDIA).

Cinque sono anche le piattaforme che vedranno il lancio quest’anno, in ordine: Kaby Lake (Z270), Ryzen (X370), Skylake-X (X299), Coffee Lake (Z370, vedrà il lancio in questi giorni) e Ryzen Threadripper (X399). Per noi enthusiast non è certo un anno di calma piatta, e nelle settimane scorse abbiamo già avuto modo di testare Ryzen 5, Ryzen 7 e (seppur con la CPU più modesta) X299, ma finalmente è giunta l’ora di lasciarsi alle spalle le soluzioni che mettono il prezzo prima delle prestazioni, presentandovi la nostra review della piattaforma Threadripper e X399.

Con essa, AMD spera di ricatturare almeno una parte del mercato chiave della fascia alta, uno spazio dove l’azienda non è stata capace di competere fin dalla microarchitettura K8 (gli Athlon 64 che hanno fatto mangiare parecchia polvere ai Pentium 4). Per quelli che tengono il conto, sì, si parla di più di un decennio fa, ma durante questo periodo di tempo AMD non si è certo adagiata sugli allori. La situazione, in realtà, non potrebbe essere più diversa. Ci sono state promettenti (almeno sulla carta) architetture come Phenom e Bulldozer, ma le loro prestazioni reali non sono riuscite nel tempo a rispecchiare quanto promesso.

Dopo i successi delle CPU recentemente introdotte e basate sull’architettura Zen, tutti gli occhi sono puntati su Threadripper visto che i suoi “fratelli minori” hanno già provato il loro valore. Però, andare testa a testa contro Intel nella fascia entry level e media è una cosa, mettere piede nel monopolio Intel dei sistemi di fascia alta è invece tutta un’altra cosa. Ricordate, Intel proprio recentemente ha annunciato una lineup del tutto nuova con le CPU Skylake-X e Kaby Lake-X.

Sebbene in alcune liste di supporto CPU dei produttori di schede madri sia comparsa, oltre ai tre soliti noti annunciati da AMD durante il Computex 1950X, 1920X e 1900X, un’ulteriore CPU denominata 1920 (non X, quindi), con 12 Core e 24 Threads e frequenze inferiori rispetto al 1920X (e sospettiamo anche un TDP inferiore ed un XFR minore), ma visto che al momento non abbiamo alcun’informazione ufficiale su tale processore, non lo includiamo nella tabella informativa. Provvederemo ad aggiornarla una volta lanciata ufficialmente sul mercato.

La prima batteria (e sicuramente non l’ultima) di AMD nel fuoco della guerra HEDT consiste di tre CPU: il 1950X e il 1920X – entrambi già disponibili – e il 1900X che verrà rilasciato il 31 Agosto. Ci aspettiamo che questa lineup venga estesa sia a salire che a scendere per meglio adattarsi alla ben più vasta offerta di Intel, che al momento (ignorando Kaby Lake-X) spazia da 6 fino a ben 18 core su piattaforma HEDT X299.

In cima alla lista, troviamo il Ryzen Threadripper 1950X, che ha un prezzo considerevole di $999 e si allinea perfettamente (a livello di prezzo, almeno) con l’Intel Core i9-7900X. Sotto il punto di vista delle performance, AMD potrebbe avere un significativo margine visto che, così come con Ryzen nei confronti di Kaby Lake, l’azienda vuole capitalizzare sulla superiorità numerica di core e thread. Laddove la punta di diamante attuale di Intel sia provvista di 10 core e 20 threads, il 1950X porta le cose su livelli osceni grazie ai sui 16 core e 32 threads ad una frequenza base di 3.4 GHz e un Boost clock per 4 core di 4.0 GHz, o anche più alto tramite l’Extended Frequency Range (XFR) di AMD.

Facendo un piccolo passo indietro, ci troviamo di fronte il Ryzen Threadripper 1920X, che è un altro processore relativamente costoso con i suoi $799, ma che si infila perfettamente in una fascia di prezzo dove Intel non ha un’alternativa particolarmente valida. L’i9-7900X costa 200$ in più e l’i7 7820X, con i suoi 8 core e 16 thread, sembra orrendamente sottopotenziato se paragonato al Threadripper “medio” a 12 core e 24 threads. Secondo AMD, sperano di mettere il 1920X, in realtà, contro il 7900X, e se questo dovesse rivelarsi essere vero, allora Intel avrebbe una gran brutta gatta da pelare per rispondere ai colpi dell’avversaria.

Il Ryzen Threadripper 1900X, invece, non ha ancora avuto una chiara dichiarazione delle specifiche, ma quello che si sa su di esso è abbastanza promettente. Con 8 core e 16 thread, esso rappresenta il punto d’ingresso nella nuova piattaforma TR4/X399 di AMD. Il prezzo di $549 in realtà fa ben sperare sia come un leggero upgrade rispetto alla linea Ryzen 7 sia come competitor di alcune CPU chiave di Intel. In soldoni, il prezzo del 1900X atterra proprio tra l’7 7820X – anch’esso 8 core 16 threads – da 599$ e l’i7 7800X che però costa di meno ed ha “soli” 6 core e 12 threads. Questa battaglia sarà particolarmente interessante.

Ci sono ovviamente fattori in comune su tutta la linea HEDT di AMD, alcuni dei quali sono principalmente trasposizioni di altri prodotti basati su Zen. Sebbene analizzeremo tutto questo fino al voltastomaco nelle prossime pagine, acnhe se Threadripper gestisce l’allocazione di memorie quad channel in un modo davvero diverso, le limitazioni di frequenza rimangono identiche a quelle di Ryzen 3, 5 e 7. Ciò significa che memorie a 2400 MHz rappresentano la compatibilità ottimale (tra l’altro, tale frequenza è anche la specifica reference della piattaforma), mentre 2666 MHz e 3200 MHz sono considerate frequenze “da overclock”. Qualsiasi cosa sopra 2666 MHz sarà una sfida per i kit ad alta densità da 64 GB, e probabilmente impossibili se tutti e 8 gli slot sono occupati.

Threadripper è inoltre un ottimo esempio di come ogni cosa bella abbia un risvolto negativo quando si tratta del modo in cui core fisici impattano sul consumo di corrente totale. Sebbene il rapporto performance-per-watt di AMD sia estremamente buono, infilare 16 core e relative connessioni I/O in un singolo package spingono il TDP a ben 180 W.

Così come con gli altri processori Ryzen, le frequenze di Threadripper non si fermano alle prime specifiche. Entrambe le CPU hanno frequenze identiche, se non per un “vantaggio” di 100 MHz per il base clock del 1920X. Comunque, è quel che succede dietro quel numero e nell’utilizzo quotidiano quello che conta veramente. I numeri della tabella poco più sopra infatti rispecchiano ovviamente una situazione ideale, e tutto dipenderà dalla modalità di raffreddamento, dai voltaggi e dalle temperature in gioco. Questo fenomeno è normale secondo AMD visto che le specifiche sono più che altro linee guida che il processore cerca di seguire piuttosto che un comandamento inciso nella pietra che dice “Il tuo processore raggiungerà queste frequenze”. Inoltre, ricordate che esse possono fluttuare ad incrementi di 25 MHz con il Precision Boost a gestire tali incrementi massimizzando le prestazioni in ogni istante.

L’ultimo fattore che differenzia la piattaforma AMD da quella Intel è l’allocazione delle linee PCIe. A differenza di quest’ultima, AMD ha deciso di non tagliare nemmeno un po’ della bandwidth di connessione dei propri chip, così ognuno dei processori Threadripper ha un totale di 60 linee PCIe 3.0 più 4 che permettono la comunicazione tra CPU e chipset. Paragonatelo e mettetelo in contrasto con gli esanimi i7 7800X e 7820X con 28 linee e l’i9 7900X con le sue 44 linee e potete capire il motivo per cui AMD sia convinta di vincere alla grande. Ciò è anche il motivo per cui AMD giustificatamente ha posizionato il 1900X ad un prezzo superiore al Ryzen 7 1800X, sebbene $50 per 40 linee PCIe in più, due memory channel in più e una selezione dei die migliore non sembrano poi così tanti.

Ecco quindi Threadripper in poche parole. Ora, sicuramente vorrete saltare ai benchmark, ma vi consiglio di dare un’occhiata anche alle altre pagine della recensione: ci sono alcune informazioni chiave sull’architettura, sulle modalità di collegamento alla memoria, sulla procedura d’installazione e sul chipset X399.

Scatola e installazione unici

Ci sono specifiche e benchmark a volontà da discutere, ma Threadripper porta con sé anche una certa esperienza, ogni aspetto della quale fa capire che ci troviamo di fronte ad un prodotto premium. A differenza del noioso-quanto-la-morte approccio di Intel alle loro confezioni, la scatola di Threadripper sembra essere pensata da un sapiente del marketing incrociato con un perfezionista del design industriale. L’approccio è infatti davvero brillante e dimostra che AMD sta facendo di tutto per accaparrarsi quella fetta di utenti enthusiast che vorranno poi fare un “unboxing” di queste cose sui social media.

C’è una finestra trasparente nel cuore della scatola dove potete già vedere il processore. Entrare effettivamente all’interno richiede la rotazione di una manopola stile airlock sul retro, questo però soltanto dopo aver estratto la parte in plastica acrilica dall’involucro protettivo in spugna. A questo punto ci si aspetta un’entrata in grande stile come Darth Vader accompagnato dalla Marcia Imperiale.

La manopola in realtà è parte di un portaCPU alquanto elaborato che ha il Ryzen Threadripper alloggiato al suo interno. Ma il processo di unboxing non finisce qui visto che il prossimo passo è rimuovere il meccanismo a molla metallico che preme sul tray plastico “incastrato” nel box plastico. Sì, ok, sembra più complicato di quanto sia davvero in realtà, ma di sicuro sembra un sistema più elaborato (e raffinato) di quello offerto dalla concorrenza, che di fatto è una scatola di cartone con un blister di plastica al suo interno.

La CPU non solo è gigante (anche vs le CPU Intel HEDT, note per essere abbastanza grandi), ma è preinstallato in un tray plastico secondario arancione (AMD) che aggiunge un tocco di colore in più. Tra l’altro, esso non è puramente estetico; il bracket in plastica, infatti, gioca un ruolo chiave durante il processo d’installazione ed è fortemente consigliato di non rimuoverlo.

Sotto al processore c’è un manuale d’installazione (che, vista l’esperienza unica che rappresenta l’installazione di Threadripper, vi consigliamo di consultare) insieme a due accessori importanti. C’è un giraviti dinamometrico (che smette di girare raggiunta una forza d’installazione di 1.5 Nm per non stringere troppo il socket) che viene utilizzato per le tre viti del socket CPU.

Insieme ad esso, troviamo un bracket di adattamento per i noti dissipatori AIO basati sul design Asetek (in pratica, tutti quelli con la coldplate rotonda, incluso ad esempio l’NZXT Kraken X52 da noi recensito nelle scorse settimane). Per avere una lista completa dei dissipatori compatibili andate QUI. Il bracket di ritenzione potrebbe diventare addirittura un motivo d’acquisto in quanto per via del calore generato dal processore e la dimensione del relativo IHS, la maggior parte di dissipatori ad aria e AIO sono semplicemente incompatibili. Questo bracket permette di avere una compatibilità immediata con quasi 30 dissipatori AIO attualmente in commercio. Per i dissipatori ad aria, alcune soluzioni, tra cui quelle Noctua che analizzeremo nei prossimi giorni, sono state lanciate.

Per via della sua dimensione gargantuesca (oh, quanto mi piace questa parola), Threadripper non è certamente facile da gestire, così AMD ha creato un fac-simile della soluzione utilizzata da HP, il cosiddetto Smart Socket, che permette di facilitare l’installazione e renderla molto più sicura anche per chi non abbia molta esperienza col montaggio di PC.

Il passo successivo è abbassare la CPU insieme al bracket di ritenzione e spingere giù le due alette blu finché non cliccano in posizione.

Il punto finale è semplicemente riutilizzare il giraviti Torx in dotazione per stringere la piastra di ritenzione del socket, seguendo l’ordine 1-2-3 inciso sulla piastra stessa.

Sebbene questo processo di installazione possa sembrare un po’ complicato e non sia certamente a prova di utonto (alcuni inetti hanno già postato guide su come rimuovere il caddy arancione), va apprezzato l’approccio di AMD. Installare processori di grandi dimensioni può portare a problemi finora mai riscontrati e questa procedura dettagliata dovrebbe risolvere gli inconvenienti.

Per guardare il nostro live unboxing, cliccate qui:

https://www.youtube.com/watch?v=MQ__bJgSJ2k

Dentro Threadripper: tutto duplicato

Nonostante molti dei design precedenti dei processori di AMD non abbiano soddisfatto le aspettative in passato, Zen rappresenta un balzo fondamentale su tantissimi livelli. Come abbiamo già descritto nella review di Ryzen 7, quest’architettura è stato un design nato dal nulla, piuttosto che semplicemente un’evoluzione di prodotti già esistenti. È un’importante distinzione da sottolineare con una lineup di CPU come Threadripper visto che una semplice evoluzione non avrebbe permesso ad AMD nemmeno di pensare di competere nell’ambiente HEDT. Inoltre, i risultati parlano chiaro in fasce di prezzo inferiori; partiamo quindi dall’inizio e scendiamo pian piano nei dettagli.

Il mattoncino primario di qualsiasi processore basato su Ryzen è il Compute Complex, o CCX. Ognuno di essi ha 4 cores Zen con 2 MB di cache L2 (512 KB per core), 8 MB di cache L3 condivisa e l’abilità di processare 8 thread concorrenti. Così come gli altri processori basati su Zen, anche Threadripper è dotato di una sfilza di tecnologie SenseMI come Precision Boost, Pure Power, XFR, Neural Net Prediction e Smart Prefetch. Per saperne di più consultate l’articolo su Ryzen 7 linkato qualche riga più sopra.

Mettete due di questi CCX insieme che comunicano tra di loro attraverso l’interconnect ad alta velocità di AMD, l’Infinity Fabric, e avrete il layout base di tutte le CPU Ryzen 3, 5 e 7 finora lanciati. Quello che è stato fatto qui è in realtà parecchio interessante, che sia da un punto di vista negativo o positivo visto che ogni die prodotto ha in realtà 8 core. Per creare nuovi SKU, AMD ha semplicemente messo tutti questi die in un processo di binning (=selezione) dove vengono effettuati tagli (letterali, via laser) per le varianti a 4, 6 o 8 Core di Ryzen.

Ovviamente, il mero numero di transistor crea qualche ostacolo sul TDP e sull’efficienza di calcolo, ma l’Infinity Fabric dovrebbe essere abbastanza versatile da (bene o male) compensare. Questo approccio ha anche permesso ad AMD di lanciare in rapida sequenza un enorme numero di processori, facendo pressione sull’intera lineup di Intel senza per fortuna ridisegnare drasticamente i die ogni volta. Come tutto ciò si traduca in Ryzen Threadripper dovrebbe essere abbastanza ovvio ma secondo AMD solo il miglior 5% dei die diventa poi uno di questi processori di fascia alta.

Threadripper prende l’approccio a doppio CCX e lo eleva all’ennesima potenza, semplicemente prendendo una coppia di doppi CCX e installandoli sullo stesso package. Pensatelo come due Ryzen 7 1800X fusi insieme.

Questi due die comunicano tra di loro, ancora una volta, tramite l’Infinity Fabric, risultando in un trio di interconnessioni e di una bandwidth bi-direzionale die-to-die di ben 102.22 GB/s. Detto questo, la struttura ben distinta dei die potrebbe portare con tutta probabilità a latenze on-chip maggiori e minori prestazioni rispetto a un design tradizionale, ma d’altro canto ciò ha permesso ad AMD di stravolgere la sua lineup con un’architettura estremamente scalabile che può essere facilmente adattata in vari scenari d’utilizzo.

Un buon esempio di questa adattabilità è come la lineup di CPU Threadripper sia stata creata. laddove il 1950X ha un insieme di core completamente funzionanti tra i 4 CCX in due die secondo uno schema 4+4|4+4, il 1920X ha un quartetto di core disabilitati uniformemente creando un layout 3+3|3+3. Quasi sicuramente, il 1900X avrà una distribuzione del tipo 2+2|2+2.

Oltre alla potenza grezza di Threadripper, ognuno di questo gigantesci processori funge anche come completo SoC (System-On-Chip). Ognuno ha accesso a 60 linee PCIe 3.0 che possono essere divise tra slot PCIe 16x e storage NVMe e fino a 8 connessioni USB 3.1 GEn1 attraverso la loro interfaccia I/O ad alta velocità. C’è anche posto per un codec audio ad alta definizione integrato. Tale approccio dovrebbe alleviare i colli di bottiglia per i dispositivi di storage ad alta velocità che, su alcune delle piattaforme Intel, deve spartirsi la già ristretta bandwidth su un’interfaccia DMI limitata.

Forse l’aspetto più interessante di questo design è come gestisca le richieste di memoria, e ve ne parliamo nella prossima pagina.

NUMA e UMA: come Threadripper accede alle RAM

Una delle sfide inerenti al lavorare con CPU composte da più die è la latenza d’accesso alla memoria. Assistiamo a tale problema sui sistemi multiprocessore e, in margini inferiori, su alcuni dei setup di Intel dalle CPU particolarmente “popolate”. Per metterla in parole semplici, tutto a partire dalle dimensioni fisiche dei core alla lunghezza dell’interconnessione va contro le velocità ottimali di spostamenti nella memoria.

Nel caso di Threadripper, questi effetti sono sia moltiplicati che minimizzati in svariati modi. In ogni processore ci sono due set distinti di memory channel, dove ognuno di questi abbina una coppia di canali con uno dei due die sul package. Mentre questo crea un collegamento veloce di soli 78 ns tra ogni die e il canale “più vicino”, distribuire l’accesso su tutti i canali di memoria può aumentare la latenza fino all’esorbitante numero di 133 ns quando un die dual CCX è costretto a comunicare con i canali più “lontani”.

La ragione di tutto ciò è semplice: i processori Ryzen Threadripper non sono nativamente quad-channels. Piuttosto, AMD ha -per mancanza di una definizione migliore- unito due processori insieme sfruttando l’Infinity Fabric per canalizzare tutte le comunicazioni tra essi. Ciò può causare un notevole aumento della latenza, pertanto un’idea alquanto innovativa è stata implementata: dare all’utente la possibilità di scegliere le modalità di accesso alla memoria.

Distributed Mode

Attraverso il Distributed Mode, il sistema è messo in una configurazione ad Uniform Memory Access, o UMA. UMA significa che gli spostamenti in memoria vengono bilanciati su tutti i canali DRAM, utilizzando l’intero layout dell’architettura quad channel. In essenza, ciò aumenta significativamente la bandwidth disponibile e può beneficiare applicazioni che richiedono un ampio accesso alla memoria come After Effects, Premiere Pro, Blender e 3DS Max.

L’altra faccia della medaglia è che questa configurazione sacrifica la latenza in favore della massima banda passante visto che ognuno dei die cerca di accedere anche ai canali di memoria più distanti. Ecco che quindi entra in gioco il Local Mode nell’equazione di AMD.

Local Mode

Il Local Mode è molto più “subdolo” del Distributed visto che localizza l’accesso alla memoria ai canali che sono fisicamente più vicini ai core che processano il carico di lavoro, posizionando il sistema in una configurazione Non-Uniform Memory Access (NUMA). In molte situazioni in cui Threadripper ha un vantaggio (leggasi: workloads a più thread particolarmente impegnativi) ciò in realtà riduce le performance, visto che abbassa la latenza ma al contempo riduce la banda passante disponibile. Ma c’è un’area chiave dove la configurazione NUMA porta tantissimi benefici: i giochi.

Secondo AMD, la loro ricerca indica che molti titoli beneficiano più di una latenza ridotta che di maggiore bandwidth. Ma non finisce qui, AMD, durante i test interni, ha scoperto qualcos’altro:

Inoltre, il Local Mode (NUMA) suggerisce allo scheduler del sistema operativo che un’applicazione che non utilizza molti thread dovrebbe rimanere in esecuzione su un solo die e preferire la memoria connessa più vicina finché riempita (a tal punto c’è un travaso nella successiva porzione di memoria). Tale residenza in un die minimizza la possibilità che i thread di un gioco (come la fisica, l’IA o il suono) con elevati requisiti di sincronizzazione vengano divisi tra i vari die, generando latenze maggiori. Questo, in aggiunta a latenze inferiori, aumenta specificamente le prestazioni nei giochi.

Sembra quindi che lo scheduler di Windows 10 tratti il setup NUMA come un’entità indissolubile invece che una sezione divisa di due nodi di calcolo distinti. Come risultato il processore potrebbe (in teoria) gestire meglio i carichi di lavoro in-game. Se poi ciò si traduce o meno in realtà, lo scopriremo nelle pagine dei benchmark.

X399: un tuffo nella nuova piattaforma

Threadripper è diventato la notizia del giorno per due motivi principali: il numero impressionante di threads e l’incredibile numero di linee PCIe che AMD ha pubblicizzato. Entrambe queste caratteristiche permettono all’azienda di stuzzicare Intel proprio dove fa male visto che i processori nella stessa fascia di prezzo hanno meno threads e un numero di linee PCIe decisamente inferiore.

Sebbene la sua superiorità su carta, AMD ha dovuto cercare un modo per ottimizzare al meglio l’allocazione delle linee PCIe assicurandosi allo stesso tempo che non ci fossero colli di bottiglia quando più dispositivi ad alta bandwidth fossero alla ricerca degli stessi dati nello stesso momento. Ci sono riusciti? Direi proprio di sì, ma anche con 60 (beh, sì, 4 delle 64 linee sono dedicate al collegamento CPU-X399), potrebbe esserci ancora bisogno di qualche compromesso. Onestamente, però, se si arrivano a saturare 60 linee PCIe e il Chipset di Threadripper, forse è meglio guardare altrove, magari su soluzioni server.

Partiamo dall’inizio di tutto con i processori Ryzen Threadripper. Generalizzerò un poco in questa sezione visto che dal 1950X da 999$ al 1900X da 549$ abbiamo la stessa allocazione. In aggiunta, il modo in cui le linee PCIe sono divise potrebbe variare a seconda del produttore della scheda madre, quindi prendete ciò che diremo di seguito come un semplice esempio piuttosto che una regola.

Ogni CPU Threadripper ha accesso a 64 linee PCIe 3.0, quattro delle quali riservate all’interfaccia CPU-chipset. Ciò lascia ancora altre 60 linee PCIe con cui giocare, che possono essere configurate come due slot x16 e due slot 8x per setup fino a quattro schede video. Tuttavia, con entrambe AMD e NVIDIA allontanatesi da un supporto consistente per sistemi a più di due schede, poche se non nessuna scheda madre X399 trarrà veramente vantaggio da un design nativo 16x/16x/8x/8x. Un buon esempio di tutto questo può essere visto sulla ASUS Zenith Extreme.

Ci sono 12 ulteriori linee che possono essere usate per storage PCIe o SATA e suddivise in 3 connessioni da 4 linee ciascuna. Ciò conferisce all’utente l’accesso a soluzioni di storage dalla bandwidth estremamente elevata, ed è notizia recente che, con un aggiornamento BIOS e software, sarà possibile utilizzare tali connessioni per sistemi RAID hardware. I processori Threadripper supportano inoltre 8 porte USB 3.1 Gen1 native e un codec audio ad alta definizione.

Il chipset X399 stesso non è stato lasciato allo scoperto, ovviamente, in quanto esso supporta nativamente fino ad 8 porte SATA III, 5 porte USB 3.1 Gen1 e 7 porte USB 2.0. In aggiunta, ci sono 8 linee PCIe Gen2 disponibili per il collegamento di dispositivi come un modulo Bluetooth, più slot per schede di espansione e così via. La parola d’ordine però qui è “fino a” per tutti i collegamenti visto che starà al produttore della scheda madre quali porte e/o connessioni abilitare sui propri design. Ciò che AMD ci mostra nel suo diagramma (più sopra in pagina) è la versione “fully enabled” che dovremmo vedere raramente nella pratica.

Per studiare come tutto questo si unisca, abbiamo acquistato la ASUS Zenith Extreme, scheda madre di punta dell’attuale lineup della Republic of Gamers. Essa porta con sé un mastodontico form factor EATX (Extended ATX) ed è progettata per gli overclockers che vogliono spingere al massimo il già esoso, in termini di consumi energetici, i processori Threadripper. ASUS è anche riuscita ad includere un avanzato sistema di alimentazione composto da 8 fasi per la CPU, 3 fasi per la sezione SOC e due coppie di fasi, una per ogni metà delle memorie quad channel. È bene anche menzionare il sistema attivo di raffreddamento delle VRM, che grazie ai vari aggiornamenti BIOS è diventato silenzioso (dopo alcune settimane di rumorosità costante).

ASUS ha diretto tutte queste linee PCIe in una maniera particolare, con i 3 slot superiori impostati con connessioni a 16x 8x 16x rispettivamente. Quello in fondo è un “factotum” visto che nativamente opera ad 8x ma condivide le linee con il connettore U.2 presente. Se un drive è collegato in quest’ultimo, lo slot andrà, invece, ad una velocità 4x, mentre le altre 4 verranno dedicate al suddetto SSD U.2.

Quelle 12 linee PCIe rimaste per soluzioni di storage su PCIe o SATA hanno rappresentato proprio una sfida per ASUS semplicemente perché l’azienda ha “finito lo spazio” sulla loro scheda madre. La soluzione innovativa include, al pari di Crosshair VI Extreme e Rampage VI Extreme, un tipico slot M.2 2280 “nascosto” sotto alla cover del dissipatore del chipset ed un non-così-tipico adattatore DIMM.2 che si collega alla CPU tramite una scheda figlia specifica in uno slot accanto ai moduli di memoria. Questa scheda può ospitare due slot M.2 e può fornire ad essi fino a 4x linee PCIe ciascuno.

Il resto dei connettori è abbastanza chiaro e diretto visto che vengono collegati direttamente al chipset X399. Ci sono 6 porte SATA III (con altre due lasciate da parte per mancanza di spazio), un controller Intel LAN su connessione PCIe Gen2 e 4 porte USB 3.1 Gen2 incluso un header per pannello frontale Type-C. ASUS ha persino trovato il modo di includere la madre di tutte le soluzioni wireless con un modulo 1×1 WiFi AD e 2×2 MU-MIMO WiFi AC più un chip Bluetooth 4.1.

“Sfortunatamente” stiamo solo analizzando le basi di quello che questa scheda madre può offrire, ma presto vi mostreremo una recensione completa. All’importante prezzo di circa 530€, la Zenith Extreme si trova (quasi) in cima all’offerta di schede madri X399 per prezzo e features, ma anche su schede più economiche troveremo molte di queste features, per la natura della piattaforma stessa.

Configurazione di sistema e metodologia di test

La configurazione utilizzata per i test è la seguente:

Sistema Threadripper
CPU AMD Ryzen Threadripper 1950X/1920X
Heatsink Noctua NH-U14S TR4-SP3
Mainboard ASUS Republic of Gamers Zenith Extreme
RAM G.Skill TridentZ RGB 32 GB 3466 MHz C16
VGA Sapphire Radeon RX 580 Nitro+ OC 8 GB
Sound Card Integrata
HDD/SSD Samsung 960 EVO 250 GB M.2 SSD
PSU Corsair AX1500i Digital PSU
Case Streacom Open BenchTable BC1
Monitor Acer CB280HK 4K Display
Keyboard Razer Blackwidow Chroma V2
Mouse Razer Lancehead Wireless Gunmetal Grey
OS Windows 10 Pro x64 Creators Update

Benchmark sintetici:

  • SuperPI 1.5 mod XS 1M e 32M
  • WPrime 1.55 32M e 1024M
  • Cinebench R11.5
  • Cinebench R15
  • AIDA64 Photoworxx
  • AIDA64 ZLib
  • AIDA64 AES
  • AIDA64 Hash
  • AIDA64 VP8
  • AIDA64 SinJulia
  • Luxmark 3.1 – Luxball (Simple Scene), Neumann (Medium Scene), Hotel Lobby (Complex Scene)
  • Blender – Ryzen Render Demo

Benchmark grafici:

  • Ashes of the Singularity, preset Crazy, 1080p, benchmark CPU Focused (DX12)
  • 3DMark Fire Strike (DX11)
  • 3DMark Time Spy (DX12)

Benchmark sintetici: AIDA64

AIDA64 è uno strumento di analisi, diagnostica e benchmarking per sistemi Windows (e più recentemente, Android), che dispone di una vastissima suite di benchmark e che è diventato, nel tempo, un software di riferimento tra utenti e professionisti per il moitoraggio e il confronto di tutto l’hardware all’interno del proprio PC.

CPU Photoworxx

Questo benchmark esegue diverse operazioni comuni utilizzate durante il fotoritocco. Per la precisione, esegue un numero di operazioni di modifica su un’immagine RGB molto larga.

Questo benchmark stressa le unità SIMD della CPU e il sottosistema delle RAM. CPU Photoworks usa laddove presenti le librerie di istruzioni x87, MMX, MMX+, 3DNow!, 3DNow!+, SSE, SSE2, SSE3, SSE4.1, SSE4A, AVX, AVX2 e XOP e trae beneficio di NUMA, HyperThreading, sistemi multiprocessore e multicore.

AIDA64 – CPU Photoworxx – AMD Ryzen Threadripper: Higher is better - Sorted by score
AIDA64 – CPU Photoworxx – AMD Ryzen Threadripper
MPixel/s
AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 44.274
AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme) 43.535
Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7) 36.520
AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme) 25.973
Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9) 25.850
AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 23.674
AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming) 23.611
AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 22.127
AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 16.179
AMD FX-8350 (ASRock 990FX Extreme3) 12.328

CPU ZLib Benchmark

Questo benchmark integer misura le prestazioni combinate di CPU e memorie tramite la libreria di compressione open source ZLib. Il test CPU ZLib utilizza solo le istruzioni base x86 ma ciononostante è un buon indicatore delle prestazioni generali del sistema.

AIDA64 – ZLib – AMD Ryzen Threadripper: Higher is better - Sorted by score
AIDA64 – ZLib – AMD Ryzen Threadripper
MB/s
AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme) 1.317,2
AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 1.043,7
AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme) 692,6
AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming) 690,7
Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7) 601,2
AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 519,8
AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 473,4
AMD FX-8350 (ASRock 990FX Extreme3) 340,8
AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 297,7
Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9) 294,3

CPU AES Benchmark

Questo benchmark misura le prestazioni della CPU utilizzando la crittografia dati AES (Advanced Encryption Standard). In crittografia, AES è uno standard di crittaggio a chiave simmetrica, ed è utilizzato in svarati strumenti di compressione come 7-zip, WinRAR, WinZIP e anche in soluzioni di encrypting come BitLocker (Windows), FileVault (Mac OSX) e TrueCrypt (open source). Il test AES Benchmark usa le appropriate istruzioni x86, MMX e SSE 4.1, ed è accelerato a livello hardware su processori abilitati tramite il set di istruzioni AES-NI. Questo test rileva e sfrutta HyperThreading, sistemi multiprocessore e multicore.

AIDA64 – AES Benchmark – AMD Ryzen Threadripper: Higher is better - Sorted by score
AIDA64 – AES Benchmark – AMD Ryzen Threadripper
MB/s
AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme) 124.335
AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 98.841
AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme) 65.576
AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming) 64.972
AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 48.987
AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 45.334
Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7) 31.715
AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 28.434
Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9) 18.543
AMD FX-8350 (ASRock 990FX Extreme3) 17.083

CPU Hash Benchmark

Questo benchmark misura le prestazioni CPU utilizzando l’algoritmo di hashing SHA1 definito nella FIPSPS 180-3. Il codice dietro questo benchmark è compilato in Assembly, e più importante, utilizza librerie di istruzioni MMX, MMX+, SSE, SSE2, SSSE3 e AVX, con prestazioni superiori su processori che supportano tali instruction sets.e on supporting processors.

AIDA64 – Hash Benchmark – AMD Ryzen Threadripper: Higher is better - Sorted by score
AIDA64 – Hash Benchmark – AMD Ryzen Threadripper
MB/s
AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme) 44.421
AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 33.271
AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming) 22.368
AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme) 22.295
AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 16.697
AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 15.372
AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 9.648
Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7) 7.146
Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9) 4.584
AMD FX-8350 (ASRock 990FX Extreme3) 4.065

FPU VP8 / SinJulia Benchmarks

Il benchmark di AIDA FPU VP8 misura le prestazioni di compressione video utilizzando il codec di Google VP8 (utilizzato per i file WebM) aggiornato alla versione 0.9.5 e stressa l’FPU (Floating Point Unit) della CPU. Il test codifica fotogrammi video dalla risoluzione di 1280×720 in 1 pass ad un bitrate di 8 Mbps con impostazioni di qualità massima. Il contenuto dei fotogrammi viene poi generato dal modulo FPU Julia. Il codice che gestisce questo benchmark utilizza librerie MMX, SSE2 e SSSE3. SinJulia, invece, misura le prestazioni in floating point a precisione estesa (conosciuta anche come 80-bit) tramite il calcolo di un singolo fotogrammi di un frattale “Julia” modificato. Il codice di questo benchmark è scritto in Assembly, e utilizza istruzioni trigonometriche ed esponenziali x87.

AIDA64 – FPU VP8 e SinJulia – AMD Ryzen Threadripper: Higher is better - Sorted by Sinjulia
AIDA64 – FPU VP8 e SinJulia – AMD Ryzen Threadripper
VP8 SinJulia
AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme) 7.707 25.202
AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 7.794 18.898
AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming) 7.747 12.684
AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme) 7.868 12.636
AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 7.460 9.474
Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7) 6.693 8.895
AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 6.720 8.724
AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 6.115 5.472
Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9) 6.894 3.562
AMD FX-8350 (ASRock 990FX Extreme3) 4.446 2.768

Benchmark sintetici 2D: SuperPI e WPrime

SuperPI

Un metodo tradizionale per verificare le prestazioni del proprio PC è utilizzare SuperPI mod 1.5 XS: il programma si occupa di calcolare dalle 16k ai 32M di cifre dopo la virgola del π, con una scalabilità clock per clock davvero sorprendente per un programma creato nel 1995. Il programma calcola l’efficienza single-threaded piuttosto che quella multithreaded:

SuperPI 1.5 mod XS – AMD Ryzen Threadripper: Lower is better - Sorted by 1M
SuperPI 1.5 mod XS – AMD Ryzen Threadripper
1M 32M
Intel Core i7 6700K (ASRock Fatal1ty Z170 Gaming K6) 8,673 451,345
Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9) 8,745 470,83
Intel Core i5 7600K (ASRock Fatal1ty Z270 Gaming K6) 8,809 450,771
Intel Core i7 4770K (ASRock Z97E-ITX/ac) 9,236 478,25
AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming) 10,283 584,619
AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme) 10,331 573,239
Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7) 10,412 554,754
AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme) 10,653 571,474
AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 10,676 585,328
AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 10,701 575,71
AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 12,314 701,167
AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 12,846 628,985
AMD FX-8350 (ASRock 990FX Extreme3) 27,783

WPrime

Insieme al calcolo delle cifre dopo la virgola del π, un altro metodo valido per verificare le performance del proprio PC è utilizzare WPrime, da noi usato nella versione 1.55 (la stessa valida per i benchmark di HWBot), che consente di trovare dai 32M ai 1024M di numeri primi. Il programma scala enormemente in presenza di CPU multi-core, rappresentando un valido benchmark per il calcolo dell’efficienza multithreaded:

WPrime 1.55 – AMD Ryzen Threadripper: Lower is better - Sorted by 1024M
WPrime 1.55 – AMD Ryzen Threadripper
32M 1024M
AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme) 2,931 48,169
AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 2,978 61,858
AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming) 3,672 90,294
AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme) 3,546 90,931
Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7) 3,82 106,806
AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 4,294 122,207
AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 4,516 131,941
Intel Core i7 6700K (ASRock Fatal1ty Z170 Gaming K6) 4,902 152,039
Intel Core i7 4770K (ASRock Z97E-ITX/ac) 5,955 182,555
Intel Core i5 7600K (ASRock Fatal1ty Z270 Gaming K6) 6,616 200,487
Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9) 6,463 201,522
AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 6,861 208,375
AMD FX-8350 (ASRock 990FX Extreme3) 8,629 262,33

Benchmark rendering: Cinebench, Luxmark, Blender

Cinebench R11.5 e R15

Come da tradizione (e in questo caso particolare, utilizzarli è obbligatorio, come vedrete), fanno capolino tra i benchmark con cui testiamo le prestazioni di un sistema anche le ultime due release di Cinebench, rispettivamente la R11.5 e la R15. Entrambi i test utilizzano un approccio simile di testing: i benchmark utilizzano svariati algoritmi per stressare tutti i core disponibili per renderizzare una scena 3D fotorealistica nel minor tempo possibile. In particolare, con il benchmark nella versione R15, la scena del test contiene approssimativamente 2000 oggetti contenenti più di 300’000 poligoni totali, e usa riflessi sia definiti che sfocati, ombre e luci a zona, shaders procedurali, antialiasing e tanto altro ancora. Questo benchmark può effettuare misurazioni fino ad un massimo di 64 threads, con il risultato che viene fornito in punti (Points): ovviamente, più punti totalizzate, più potente sarà il vostro sistema:

Cinebench R11.5 – AMD Ryzen Threadripper: Higher is better - Sorted by Multithread
Cinebench R11.5 – AMD Ryzen Threadripper
Single Thread Multithread
AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme) 1,86 32,91
AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 1,83 23,01
AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme) 1,86 18,22
AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming) 1,75 17,96
Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7) 1,54 14,49
AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 1,79 13,74
AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 1,64 12,56
Intel Core i7 6700K (ASRock Fatal1ty Z170 Gaming K6) 10,26
Intel Core i7 4770K (ASRock Z97E-ITX/ac) 8,66
Intel Core i7 7600K (ASRock Fatal1ty Z270 Gaming K6) 8,19
Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9) 2,04 8,06
AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 1,52 7,78
AMD FX-8350 (ASRock 990FX Extreme3) 1,04 6,86

Cinebench R15 – AMD Ryzen Threadripper: Higher is better - Sorted by Multithread
Cinebench R15 – AMD Ryzen Threadripper
Single Thread Multithread
AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme) 169 2.990
AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 165 2.438
AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme) 168 1.695
AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming) 149 1.600
Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7) 136 1.325
AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 160 1.271
AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 149 1.147
Intel Core i7 6700K (ASRock Fatal1ty Z170 Gaming K6) 941
Intel Core i7 4770K (ASRock Z97E-ITX/ac) 824
Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9) 181 707
Intel Core i7 7600K (ASRock Fatal1ty Z270 Gaming K6) 705
AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 135 694
AMD FX-8350 (ASRock 990FX Extreme3) 94 634

Luxmark 3.1

Per coloro che utilizzano Luxmark come indice delle prestazioni, è risaputo che nella suite di benchmark proposti, è possibile misurare le performance delle GPU tramite una pletora di test su OpenCL, ma tale programma è anche predisposto per il testing delle CPU tramite C++ e, appunto, OpenCL. Nei nostri test, abbiamo utilizzato tutte e 3 le scene (Luxball, Neumann Microphone e Hotel Lobby, in ordine di intensità) con rendering in C++.

Luxmark 3.1 C++ – AMD Ryzen Threadripper: Higher is better - Sorted by Luxball
Luxmark 3.1 C++ – AMD Ryzen Threadripper
Luxball Neumann Hotel Lobby
AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme) 6.925 6.035 2.112
AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 4.959 4.452 1.667
AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme) 4.455 3.730 1.281
AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 3.071 2.626 936

Blender 2.37

Chi non conosce Blender, probabilmente non si è mai avvicinato ad un computer, in quanto praticamente chiunque sa che tale programma è tra le più efficaci soluzioni gratuite per il rendering 3D. Proprio con i lanci di Ryzen e di Threadripper, il programma è stato spesso utilizzato come metro di misura delle prestazioni (multithreaded) dei processori, grazie all’ottima scalabilità con più core e con frequenze maggiori. In particolare, utilizziamo il render demo del logo di Ryzen utilizzato da AMD per stabilire le performance dei processori recensiti (lo potete scaricare direttamente dal sito di AMD QUI):

Blender 2.37 – Ryzen Render Demo – AMD Ryzen Threadripper: Lower is better - Sorted by score
Blender 2.37 – Ryzen Render Demo – AMD Ryzen Threadripper
Seconds
AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme) 13,68
AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 16,81
AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme) 24,6
AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 31,83

Benchmark 3D: 3DMark, Ashes of the Singularity

3DMark Fire Strike e Time Spy

In concomitanza con il lancio di Windows 8, Futuremark ha lanciato il nuovo 3DMark, chiamato appunto 3DMark, senza alcun numero riconoscitivo, a segnare la forte integrazione che ha con qualsiasi sistema, da Android a Windows a iOS a OSX, dando per la prima volta la possibilità di paragonare le prestazioni su smartphone e PC fisso in maniera schematizzata e professionale. Il benchmark dispone di svariati test, di cui utilizziamo i più intensivi per mettere alla prova le schede video.

Tra questi, il più impegnativo è il Fire Strike, che spinge la tessellazione a livelli davvero elevati, e che “vanta” due versioni ancora più spinte: Extreme (con scene pre-renderizzate a 2560×1440) ed Ultra (scene pre-renderizzate a 3840×2160, ovvero 4K). Purtroppo, a nostra disposizione

3DMark Fire Strike – AMD Ryzen Threadripper: Higher is better - Sorted by score
3DMark Fire Strike – AMD Ryzen Threadripper
CPU Score
AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme) 27.045
AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 21.032
AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme) 19.198
AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming) 18.769
AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 16.841
Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7) 16.667
AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 15.632
AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 10.596
Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9) 9.364

Recentemente, invece, è stato introdotto il benchmark Time Spy, che testa le prestazioni delle GPU sfruttando le nuove API Microsoft DirectX 12, con scene pre-renderizzate a 2560×1440:

3DMark Time Spy – AMD Ryzen Threadripper: Higher is better - Sorted by score
3DMark Time Spy – AMD Ryzen Threadripper
CPU Score
AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme) 11.690
AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 10.050
AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme) 8.678
AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming) 8.377
Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7) 7.989
AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 6.258
AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 5.650
Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9) 4.429
AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 3.466

Ashes of the Singularity

Ashes of the Singularity è quello che Stardock (la software house creatrice del gioco) definisce come un gioco strategico di warfare planetario, e con le sue mappe enormi e le migliaia di unità a schermo durante i combattimenti full-scale, non si può far altro che dare ragione all’azienda.

Ciò che viene spesso associato ad Ashes è l’incredibile onere che applica ai sistemi grafici (e non solo, il gioco è famelico di core e GHz), tramite l’utilizzo di DirectX 11 e 12. Il preset Crazy è in grado di mettere in ginocchio qualsiasi GPU in commercio già alla risoluzione Full HD. Il gioco si avvale del supporto alle tecnologie AMD, prendendo spunto dal motore grafico Nitrous utilizzato in uno dei primi benchmark per Mantle, Star Swarm:

Ashes of the Singularity – AMD Ryzen Threadripper: CPU Focused Benchmark - Higher is better - Sorted by score
Ashes of the Singularity – AMD Ryzen Threadripper
FPS (CPU)
Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7) 56,5
AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme) 55
AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme) 48,1
AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 47,3
AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) 42,5
AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming) 41,5
Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9) 33,6
AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 32,8
AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) 22,6
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1. Considerazioni finali

  • 1. Considerazioni finali

Nato nel tempo libero come progetto secondario degli ingegneri di AMD, e fin da subito una minaccia per la supremazia di Intel nel settore HEDT (High End DeskTop), Ryzen Threadripper è la naturale continuazione di ciò che in questi 5 anni l’azienda ha costruito per risorgere dalle proverbiali ceneri.

Il risultato? Un sistema che, in quanto a produttività, è imbattibile, almeno per quanto riguarda il rapporto qualità/prezzo, soprattutto per il più piccolo dei due processori oggi testati, il 1920X.

Di fatto, ci troviamo, con il 1920X e il 1950X, di fronte a due 1600X e 1800X “uniti” sullo stesso package tramite l’innovativo protocollo di collegamento Infinity Fabric, che già caratterizza Ryzen 3, 5 e 7.

Ogni volta che ci troviamo di fronte ad un programma che fa pieno uso di tutti i core e thread, il Ryzen Threadripper 1950X riesce a splendere al 100%, risultando una vera e propria macchina da guerra, una workstation dal prezzo “contenuto”.

Per i test dei due processori, abbiamo utilizzato una ASUS Zenith Extreme, i cui aggiornamenti di BIOS hanno permesso, settimana dopo settimana, di raggiungere la stabilità e maggiore headroom in tuning e overclock molto più velocemente rispetto a Ryzen, il che è un segnale molto positivo per i professionisti, che mettono la stabilità al primo posto, e le prestazioni subito dopo.

Ovviamente, poi, il 1950X e il 1920X non sono pensati esplicitamente per i giochi, ma anche in questo caso AMD sembra aver pensato a tutto, implementando tramite Ryzen Master la possibilità di switchare tra Creators Mode e Game Mode, con cui è possibile modificare le modalità di accesso alla memoria (UMA e NUMA) e scegliere tra un accesso più ampio ai canali di memoria (ma più lento) e un accesso più ristretto (due canali di memoria per die) ma con latenze decisamente inferiori.

A dirla tutta, però, il Game Mode non ha portato alcun beneficio tangibile nei pochi benchmark utilizzati per attestare le prestazioni videoludiche, anche perché, a mio sincero avviso, chi spende 1000€ per una CPU 16C/32T sa bene che si sta puntando alle prestazioni multithreaded e non a quelle single threaded, anche se la più spinta funzione XFR di questi processori permette di battere l’intera lineup Ryzen in quanto a Single Thread performance, con un Boost Clock (4 core) di ben 4.2 GHz, una frequenza difficilissima da raggiungere sulle controparti a signle die.

Inoltre, i primi giorni dal lancio, l’utilizzo dei giochi è stato quasi proibitivo: ad esempio con Battlefield 1, titolo tra i “favoriti” di AMD, che soffriva pesantemente di FPS drop e stuttering consistenti, salvo poi essere “fixato” grazie agli update dei driver del chipset e del gioco stesso

Altra particolarità, già menzionata nel nostro articolo, è il fatto che per Threadripper venga utilizzato il 5% di die migliori delle Fab di AMD, in modo da garantire la miglior gestione di RAM e le maggiori frequenze anche in overclock.

A proposito dell’overclock, poi, le temperature a default con dissipatori ad aria sono considerabili decenti (al di sotto dei 70 °C), ma in overclock attendiamo di completare un sistema di raffreddamento a liquido prima di addentrarci in aumenti di voltaggi e frequenze.

In conclusione, per dare un termine di paragone più semplice e immediato, rispetto al 5960X che prima faceva da fulcro di editing per i video sul nostro canale YouTube, il 1950X ha dimezzato i tempi di rendering (o circa, siamo a più del 90% di velocità in più) rendendo molto più veloce l’elaborazione di contenuti in 4K su Premiere Pro: una cosa alquanto curiosa, visto che il programma di Adobe non è noto per un perfetto scaling con più di 6/8 cores.

Insomma, merita? Non merita? Noi, dal nostro piccolo, con un utilizzo a tutto tondo (gaming, audio/photo/video editing, utilizzo quotidiano) possiamo dirvi che, se nella vostra professione serve potenza grezza, dove le applicazioni che utilizzate divorano ogni singolo thread che gli tirate, allora la nuova piattaforma Threadripper è quello che fa per voi.

Se giocate, invece, e contemporaneamente fate streaming su più piattaforme (va di moda streammare contemporaneamente su Twitch e YouTube, ad esempio), allora ancora una volta, Threadripper è quello che cercate (soprattutto se si valutano opzioni a 16 core da parte di Intel, che costano esattamente il doppio).

Se invece, giocate e basta, allora questo sistema non fa per voi, sia perché il prezzo non è per tutti (si parla di minimo 550€ per la CPU, più di 250€ per la scheda madre e le RAM, ahimé, diventano più costose ogni giorno che passa), sia perché non ci sono ancora giochi che sfruttino più di 6 core, figuriamoci i 16 del 1950X.

AMD Ryzen Threadripper è un sistema che smuove, finalmente, il mercato dopo anni di assenza dell’azienda nel settore dedicato agli utenti di fascia altissima, portando tante novità, molti benefici (non dimenticate la possibilità di utilizzare RAID di drive NVMe senza la necessità di acquistare la VROC Key, avendo a disposizione poi 20 linee PCIe in più rispetto ad Intel) e un ecosistema che è destinato solo ad espandersi grazie all’adozione della controparte server (EPYC) da parte di colossi dell’informatica quali Amazon e Dell.

Non crediamo, però, sia possibile quantificare in un voto quanto ottenuto da AMD, poiché è il frutto di così tanti anni di lavoro ed è così tante cose tutte insieme che non possiamo far altro che dare alla nuova piattaforma di punta dell’azienda di Sunnyvale il nostro Editor’s Choice:

Dopo ben 6200 parole, per oggi è veramente tutto, e spero che questa lunga ed esaustiva recensione (o almeno, ci si prova) vi sia piaciuta. Se è così, seguiteci sui nostri social networks:

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Un saluto dal vostro amichevole Ciro di quartiere, e alla prossima review!

La recensione

AMD Ryzen Threadripper: l'HEDT secondo AMD

10 Punteggio

L'HEDT secondo AMD: con Ryzen Threadripper, l'azienda di Sunnyvale si mette in gioco nella fascia più alta di mercato. Successo o flop?

Pro

  • Piattaforma potentissima e incredibilmente espandibile
  • Prestazioni in multi-threading impressionanti
  • Threadripper è già più maturo di Ryzen

Contro

  • Prezzo non alla portata di tutti
  • Le performance in single-thread sono allo stesso livello di Ryzen, quindi inferiori ad Intel

Riassunto della recensione

  • Voto finale 0

AMD Ryzen Threadripper: l'HEDT secondo AMD Prezzi

Raccogliamo informazioni da vari negozi per indicare il prezzo migliore

Miglior prezzo

€457
  • Zenith Extreme
    €505.99 Acquista ora
  • G.Skill TridentZ RGB 3466 MHz 32 GB
    €457.73 Acquista ora
  • AMD Ryzen Threadripper 1920X
    €792.20 Acquista ora
  • AMD Ryzen Threadripper 1950X
    €1.015.96 Acquista ora
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1. Considerazioni finali

  • 1. Considerazioni finali
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Ciro Sdino

Ciro Sdino

Direttore responsabile di ReHWolution, con la passione per qualsiasi cosa funzioni con un processore fin dal lontano 1995, anno in cui "misteriosamente" la sua CPU avviò un processo di fusione nucleare nel case. Da allora, con impegno e imparzialità analizza hardware e software di ogni tipo, con un occhio di riguardo per l'overclock.

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