ASRock X399 Taichi Threadripper Mainboard

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Ci siamo! Come anticipato alcune settimane fa durante la recensione della ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming, vi abbiamo detto di come ASRock disponesse di un’ulteriore scheda madre, dal costo inferiore ma praticamente dallo stesso livello di features e performance: la X399 Taichi.

Ebbene, oggi abbiamo sul nostro scintillante banchetto da battaglia proprio questa eccezionale scheda madre, dal design stealth (come da recente “tradizione” AMD) e dall’equilibrio perfetto tra prezzo, performance e features, in piena filosofia Taichi.

Senza tanti giri di parole, parliamo subito delle specifiche tecniche di questa mainboard. Per ulteriori informazioni e per scaricare i driver più aggiornati, vi invitiamo ad andare sul sito ufficiale di ASRock:

Ovviamente, prima le cose “ovvie”: la X399 Taichi è dotata di socket TR4 (SP3r2), e presenta il supporto a tutte le CPU Ryzen Threadripper finora lanciate sul mercato (1900X, 1920X e 1950X); la scheda è dotata quindi di chipset X399, e presenta 8 slot di memoria DDR4 con supporto fino a 128 GB ed una frequenza massima di 3600 MHz (+) in overclock.

Il generoso sistema di alimentazione è affidato a 8+3 fasi (CPU+SOC), tutti International Rectifier IR3555, capaci ognuno di erogare 60 A, per un totale di 480 A per la CPU e 180 A per il SOC (System-On-Chip, ovvero tutto ciò che riguarda i controller on-board della CPU, come quello PCIe, per la connettività e per le RAM), più che sufficienti per alimentare il più spinto degli overclock, sia ad aria che a liquido. Ovviamente, anche le RAM hanno un’adeguata sezione di alimentazione, con 2 fasi per coppia di canali, per un totale di 2+2 fasi, sempre IR3555.

Passando alla connettività, la X399 Taichi presenta entrate, uscite e connettori di tutto rispetto, e qui iniziamo a notare le prime differenze con la Professional Gaming, di cui condivide gran parte del layout: troviamo infatti “solo” 2 porte Gigabit Ethernet (la 10 Gigabit su chip Aquantia AQC107 non è presente), 8 porte USB 3.1 Gen1, 1 porta USB 3.1 Gen2 Type-A ed 1 porta USB 3.1 Gen2 Type-C.

In una configurazione alquanto particolare, il pannello I/O del chip audio, un Realtek ALC1220, stavolta senza il supporto al software SoundBlaster Cinema 3, che garantisce una maggior qualità di playback e più possibilità di personalizzazione della resa audio rispetto ai driver Realtek tradizionali, dovendoci quindi accontentare del sistema Purity Sound 4 originale di ASRock.

Enorme anche la connettività sul fronte dello storage, con ben 8 porte SATA3 e 3 slot Ultra M.2 (32 Gbps), tutti collegati direttamente alla CPU, per una migliore gestione delle linee PCIe e per far sì che al chipset X399 non venga “tolta” nessuna linea PCIe anche in caso si utilizzino 3 SSD M.2.

Troviamo infine due header per porte USB 3.0 frontali e un connettore U.2, che va ad attingere alle linee PCIe dello slot M.2_1 qualora fosse popolato.

Spesso, tra la versione Taichi e la relativa controparte Fatal1ty, una delle features che vediamo scomparire nelle prime sono il Debug monitor e i tasti di avvio e reset on-board: ebbene, sulla X399 Taichi sono entrambi presenti, rompendo una “tradizione” a tutto vantaggio dell’utente. Pensandoci, è più che naturale, visto che comunque, di solito, la Taichi è un modello più economico, mentre qui si parla comunque di una scheda madre da più di 300 €.

Il verdetto di ReHWolution

ASRock X399 Taichi

"La ASRock X399 Taichi è una scheda madre equilibrata, dalle prestazioni elevate, un design accattivante ed un rapporto qualità/prezzo di gran lunga superiore alla maggior parte delle schede X399 in commercio, anche della stessa ASRock."

Pro

  • Prezzo davvero competitivo per una mainboard X399
  • Presenta quasi interamente le features della Professional Gaming, più costosa
  • Sezione di alimentazione corposa

Contro

  • Modalità di illuminazione RGB anonime rispetto alla concorrenza

Breakdown

  • Design, qualità costruttiva e software 90%
  • Performance e overclock 100%
  • Compatibilità e connettività 90%
  • Prezzo 100%
Ciro Sdino

Autore

Ciro Sdino

Direttore responsabile di ReHWolution, con la passione per qualsiasi cosa funzioni con un processore fin dal lontano 1995, anno in cui "misteriosamente" la sua CPU avviò un processo di fusione nucleare nel case. Da allora, con impegno e imparzialità analizza hardware e software di ogni tipo, con un occhio di riguardo per l'overclock.

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