Introduzione
Lo so, lo so, i processori Skylake-X non sono affatto niente di nuovo, e avete del tutto ragione. Dopotutto, io e Gabriele (il comandante in seconda di questa splendida nave, ndr) abbiamo assistito al lancio in diretta al Computex di Taipei di queste nuove CPU, e quindi questa recensione è probabilmente in forte ritardo rispetto ad una tradizionale tabella di marcia.
Aggiungete pure il fatto che la CPU ci è stata mandata un po’ in ritardo, e che tra problemi al server (che avrete probabilmente notato) e alle licenze Adobe necessarie alla creazione di review (per l’editing di foto e video), ed ecco pronta la ricetta di una review uscita quasi 9 mesi dopo il lancio del prodotto. Un tempo di gestazione pari ad una vera e propria gravidanza, il cui parto è ciò che state leggendo in questo istante.
A dirla tutta, però, non è la prima volta che ci perdiamo una review al day one, e visti i recenti avvenimenti (specie con Ryzen 7 e le nuove CPU di AMD, come abbiamo visto nella nostra recensione) non ci sembra una cosa tanto grave, vista anche la maturità di una piattaforma aggiunta man mano che ci si allontana dal giorno del lancio. Comunque sia, abbiamo a disposizione, oggi, 3 CPU su piattaforma X299, andando però a focalizzarci sulle due di fascia superiore, i7 7820X e i9 7920X, e non su quella mainstream, l’i6 7640X, in quanto la considero, secondo mia opinione personale, una CPU che ora come ora non ha senso di esistere. Più dettagli, a seguire.
Per una serie di fattori che caratterizzano il mercato italiano, inoltre, non abbiamo potuto testare ogni singola CPU della lineup Skylake-X (e Kaby Lake-X), in quanto visto le ridotte vendite sul mercato del Bel Paese per le CPU potenti e costose, Intel non invia processori particolarmente costose, visto che comunque non riscuoterebbero alcun interesse nel grande pubblico. Per dirvi, l’i5 7640X ci è stato prestato da un brand, mentre ho acquistato personalmente l’i9 7920X, andando a prendere il posto della precedente piattaforma Threadripper (con 1950X) come cuore della Workstation su cui vengono scritte e montate tutte le review che leggete e guardare su ReHWolution.
A dirla tutta, proprio a causa della concorrenza generata da AMD con la sua serie di CPU Threadripper, tale piattaforma pone alcuni interrogativi sulle scelte effettuate da Intel riguardo alla segmentazione forzata del proprio mercato, con CPU sovrapprezzate nella scorsa generazione che hanno visto i loro successori ad una price tag irrisoria (rispetto ad essi, si intenda), e con prodotti che, in realtà, vanno a complicare la situazione piuttosto che migliorarla per l’azienda di Santa Clara.
Molto probabilmente, tali preoccupazioni hanno causato non poche notti insonni per Intel, che probabilmente ha deciso all’ultimo momento di sterzare verso una tale pletora di processori, proprio a causa delle promettenti CPU di AMD Threadripper. Non solo la copertura iniziale di X299 ha fatto gridare al “disastro” per la questione VRM (nei dettagli in questo video dettagliato dell’overclocker estremo Roman “Der8auer” Hartung)
ma anche il fatto di suddividere il lancio delle CPU in due momenti distinti (fine Giugno e fine Settembre) ha lasciato intendere a noi specialisti del settore che le cosiddette CPU HCC (High Core Count, di cui parleremo nelle prossime pagine nei dettagli) siano state inserite nella lineup all’ultimo minuto proprio per contrastare un ipotetico predominio preannunciato del rivale di Sunnyvale. Anzi, già il lancio di Skylake-X è stato anticipato da un prestabilito Settembre ad inizio Giugno proprio in vista di tale minaccia, e ciò fa capire come alcune cose siano state lanciate con un po’ di fretta e goffagine.
Come se non bastasse, alcune schede madri, per aggiungere il danno alla beffa, non supportano i processori Kaby Lake-X (una delle più eclatanti è la Rampage VI Extreme di ASUS), mentre alcune, al momento del lancio, non supportavano “out-of-the-box” tutte le features garantite dalla piattaforma X299. Non ci sono state nemmeno tante CPU in circolo a prescindere dalla nazione, con la precedenza data (negli Stati Uniti, precisamente) a pochi e selezionati canali YouTube, per massimizzare la portata. Il risultato finale è stato, quindi, tutta una serie di ritardi che, seppur in minima parte, hanno portato molte review (nostra inclusa) ad uscire con un po’ di ritardo, causando anche confusione lato utenti.
Ciononostante, tutto questo non significa che dobbiate automaticamente screditare X299 come piattaforma, visto che di per sé è molto potente e fornisce una discreta gamma di opzioni, dal gamer al professionista, in base alle proprie esigenze e, ovviamente, alle proprie tasche.
Skylake-X al microscopio
Come già anticipato in apertura, il fatto che sullo stesso chipset (X299) e socket (LGA2066) siano state lanciate due piattaforme completamente diverse (Kaby Lake-X e Skylake-X) ha generato non poca confusione, soprattutto per la netta differenziazione delle CPU SKL-X in base al numero di linee PCIe di cui dispongono. Questa, infatti, è la prima volta che la piattaforma Intel HEDT (High End DeskTop) dispone di due differenti architetture allo stesso tempo, dove i sistemi mainstream Kaby Lake vedono un adattamento sulla nuova base di fascia alta.
Per darvi un’idea di come tutto questo complichi le cose, sia per noi che dobbiamo spiegarvi le cose sia per voi che alla fine dovrete valutare le varie opzioni per l’acquisto di un nuovo PC, tutto, a partire dall’allocamento delle linee PCIe al layout delle connessioni I/O del PCH cambieranno radicalmente a seconda del processore installato. Dovrete inoltre prestare tantissima attenzione riguardo all’installazione delle memorie a seconda della CPU scelta, visto che ogni architettura gestisce le RAM in modo differente. Cercherò di essere il più chiaro e dettagliato possibile, tenendo comunque conto che Skylake-X e Broadwell-E hanno ancora un bel po’ in comune.
Una delle caratteristiche della serie di CPU Skylake-X è un “riporto” dalla precedentemente menzionata piattaforma BDW-E: Intel Turbo Boost Max 3.0. In parole semplici, TBM3 determina quali core specifici di una particolare CPU sono capaci di funzionare a velocità maggiori durante carichi single thread, aumentando la loro frequenza. Esso fa tutto ciò monitorando attivamente le temperature e quanti core sono in utilizzo in ogni momento, in modo da stimare la corrente in entrata e il consumo di energia. Se c’è spazio di manovra, il (o i) core attivo avrà via libera per funzionare a velocità superiore.
In pratica ciò garantisce una “terza marcia” al di sopra dei tipici rapporti base e turbo che siamo abituati a vedere, ma la differenza in Skylake-X è quanti core boosteranno alla suddetta frequenza Max 3.0. Laddove BDW-E aveva un singolo “miglior” core, ora c’è la possibilità di avere fino a due core che raggiungano velocità superiori. Già da sola, questa feature potrebbe rappresentare una differenza chiave nel gaming, dove molti dei giochi più popolari oggi tendono a beneficiare da design a pochi core ma a frequenza maggiore. Ciò, d’altro canto, evidenzia anche come alcune delle CPU nella famiglia SKylake-X possano essere incapaci di soddisfare per le loro mediocri prestazioni nei giochi.
Skylake-X in realtà ha diversi aggiornamenti all’architettura dei core, inclusa una nuova struttura “Mesh” derivata dagli Xeon, la quale sembra essere molto simile all’Infinity Fabric di AMD. Questa cosiddetta rete rimpiazza l’architettura di bus ad anello, molto meno scalabile, con una colonna vertebrale di interconnessione altamente adattabile che utilizza una serie di strade più dirette tra controller I/O, memoria, cache e core. Si suppone che tale cambio consenta di ottenere latenze inferiori e di rendere il die più scalabile con uno sforzo minore.
Il passaggio a questo layout migliora inoltre l’accessibilità della cache di ultimo livello on-die. Comunicando efficientemente con questo grosso blocco di cache è un aspetto fondamentale per gli sviluppatori di software e in questo caso tutti i livelli di cache possono ricevere l’accesso con la minima variazione di latenza. Da ciò, deriva il fatto che Intel abbia stravolto completamente la gerarchia di caching delle proprie CPU.
Le precedenti generazioni di processori HEDT presentavano una cache L3 condivisa fino a 2.5 MB per core e 256 KB per core di cache L2. Tale struttura cambia ora con una cache L3 fino a 1.375 MB per core, che potrebbe causare qualche problema con applicazioni workstation ad alto carico multithread che tendono a martellare senza pietà sulla cache L3. Comunque sia, la nuova interconnessione a rete a bassa latenza potrebbe alleviare parte del collo di bottiglia tramite una comunicazione più efficiente.
Per combattere qualsiasi discrepanza percepita nella nuova cache, poi, Intel ha quadruplicato la cache L2, dando ad ogni singolo core addirittura 1 MB.
Partiamo dalla cima di questa tabella: le quattro CPU a 12, 14, 16 e 18 rappresentano una completa novità nella lineup desktop di Intel, visto che la precedente generazione si fermava a 10 core, e la targhetta del prezzo sembra rispecchiare tale novità, con prezzi che vanno da 1200 a 2000$ (e che si traducono spesso in altrettanti Euro, se non più). Le frequenze operative sono particolarmente contenute (soprattutto per il modello da 12, 16 e 18 core, che non arrivano a 3 GHz di frequenza base), mentre i boost sono comunque particolarmente spinti, in rapporto alla generazione precedente rappresentata da Broadwell-E.
Andando avanti, i processori che per primi sono stati disponibili al momento del lancio della piattaforma sono quelli da 6 a 10 core, spaziando dal 7800 X al 7900X. In alto, abbiamo quest’ultimo (7900X), che va a scontrarsi con il 6900K con 2 core e 4 thread in più, 44 linee PCIe invece di 40 e frequenze maggiori. C’è da dire, tutto ciò evidenzia come Intel abbia ricevuto pressione, sia dagli utenti che dal mercato minacciato dal ritorno di AMD, sul posizionamento dei suoi prodotti in base al prezzo. Certo, 1000€ possono sembrare tanti, ma rispetto a quanto offerto a parità di prezzo nella precedente generazione, ci sembra un prezzo “equo”. Equo, però, perché inanzitutto il 6900K costava fin troppo.
Le specifiche, la frequenza e il consumo di corrente dell’i9 7900X (e del 7920X che oggi testeremo) ci indicano i passi da gigante fatti da Intel nel raffinare il processo produttivo a 14 nm. Le frequenze base, Turbo e Turbo 3.0 sono rispettivamente 300, 800 e 500 MHz più alte rispetto al 6950X, e nel frattempo, il supporto RAM aumenta da 2400 MHz a 2666 MHz, mentre il TDP rimane invariato a 140 W, una cosa impressionante vista la potenza computazionale in gioco.
Laddove l’obiettivo di Intel con le cpu i9 79xx sembri abbastanza chiaro, avventurarci nella lineup di i7 78xx rende le cose meno semplici.
Partiamo con l’i7 7820X, un processore che a prima vista sembra seguire i passi del 6850K. Come da andamento per le CPU SKL-X, il 7820X riceve un upgrade a 8 core e 16 thread, e in più riceve un discreto boost di frequenze. Esso riceve inoltre il miglioramento per il Turbo 3.0 a 2 core. Dove le cose si confondono, però, è guardando le linee PCIe della CPU, visto che il 6850K ne aveva 40, mentre il suo “erede” se ne vede assegnate soltanto 28, rendendo l’approccio a doppia GPU difficile senza un bridge PLX (particolarmente costoso) sulla mainboard che dovrete scegliere. Le frequenze supportate per le RAM, inoltre, vengono decurtate a 2400 MHz. La domanda quindi è abbastanza semplice: siete disposti a sacrificare il supporto a due GPU per un numero superiore di core e frequenze superiori?
L’i7 7800X ha dovuto accollarsi una responsabilità non indifferente, visto che l’i7 6800K è stato forse il processore più comprato nella lineup di Broadwell-E. Sembra che Intel, invece di andarci piano scalando dal 7820X al 7800X, abbia avuto “mano pesante”. Questo processore, infatti, presenta 6 core e 12 thread, 28 linee PCIe e si vede privata del Turbo Boost Max 3.0. Per fortuna, ha una boost frequency di 4.0 GHz, ma se avete un 6800K o un 6850K, l’upgrade è fortemente sconsigliato.
La serie 78xx è importantissima per il successo di questa piattaforma, visto che va a scontrarsi con le offerte di AMD (sia Ryzen che Ryzen Threadripper) dal rapporto prezzo/prestazioni migliore, caratterizzate da un numero uguale o superiore di core/thread ma di frequenze operative e IPC inferiori.
Mentre sembra che Intel abbia fatto spazio a più CPU nella nuova lineup castrando fortemente alcune di esse, la ragione potrebbe essere spiegata in 9 lettere: Kaby Lake-X. Vediamo di cosa si tratta.
Kaby Lake-X: l’inesplicabile, reso comprensibile
Se il passato ha fatto da guida finora, la nostra descrizione della nuova serie HEDT di Intel avrebbe dovuto fermarsi alla pagina precedente. Ma nel 2018 (e anche nel 2017, per dire) sembra andare di moda confondere gli utenti con nomi, schemi, architetture, versioni, edizioni limitate o speciali e così via. Ecco quindi Kaby Lake-X, una serie di CPU incastrate in questo lancio in un modo inconsueto e che di certo solleva qualche perplessità quando si parla di una piattaforma di fascia alta. Avrete forse notato come le CPU nell’ultima pagina fossero etichettate come Skylake-X, e ciò perché nessuno di tali features fanno capolino sui processori Kaby Lake-X.
La ragione per cui sono stato un po’ “acido” nelle precedenti righe e pagine è perché aggiungere Kaby Lake-X ai sistemi X299 provoca tutta una serie di conseguenze che influenzano direttamente il set base di features della piattaforma. Sebbene queste CPU usino comunque il socket LGA2066, hanno soltanto memorie in dual channel, quindi 4 degli 8 tipici slot delle schede madri X299 saranno inutilizzabili. Essi hanno inoltre soltanto 16 linee PCIe, quindi anche le opzioni in termini di connettività sono limitate, ancor più della già castrata serie di CPU 78xx.
Nemmeno il Turbo Boost Max 3.0 non è disponibile e le fondamenta dei miglioramenti di alchitettura di Skylake-X come l’interconnessione a rete e la gerarchia rinnovata della cache, vengono utilizzate da tale piattaforma.
Fatto quindi il resoconto di ciò di cui dispongono le CPU Kaby Lake-X, potete facilmente rendervi conto che tali processori risultino parecchio familiari, e in realtà, il motivo è semplice: infatti, essi non sono altro che normalissimi processori Kaby Lake saldati su un interposer LGA2066 e con un piccolo “boost” in frequenze, sia sul fronte del base clock, che delle memorie ufficialmente supportate, portandolo a 2666 MHz.
In cima a questa peculiare lineup, c’è l’i7 7740X, identico al 7700K in specifiche se non per una frequenza base di 4.3 GHz invece che di 4.2 GHz, giusto per delineare una differenza con una CPU uscita 6 mesi prima su una piattaforma decisamente più economica. Il prezzo, tra l’altro, è identico alla controparte LGA1151.
L’i5 7640X è praticamente la stessa cosa: un miglioramento in frequenza di ben 200 MHz rispetto al 7600K, ma tutto il resto rimane invariato, e anche stavolta il prezzo è identico alla versione per LGA1151.
La variazione del TDP è un fattore interessante coi processori Kaby Lake-X, visto che stavolta hanno un valore pari a 112 W invece che i “classici” 91 W di Kaby Lake liscio. Ovviamente, c’è una perdita di efficienza nel momento in cui viene utilizzato un package più largo, ma ciò non significa che il processore in sé utilizzerà più corrente. Piuttosto, lo spazio di manovra ulteriore dato dal TDP più alto potrebbe permettere loro di mantenere frequenze più alte e, al contempo, permettere overclock più spinti. E tutto ciò è stato confermato da mesi di record su record ottenuti sulla piattaforma X299, grazie soprattutto al 7740X.
A questo punto vi starete domandando: che senso hanno queste CPU? Beh, se lo chiedete a me, la risposta è: nessuno. Se invece volete la risposta ufficiale di Intel, essa è: tali CPU permettono di acquistare gradualmente una piattaforma X299, rappresentando un punto d’ingresso nel mondo HEDT. Tale spiegazione fa capire perché Kaby Lake-X non presenti differenze tecnologiche con Kaby Lake su Z270.
L’aggiunta di Kaby Lake-X ha inoltre reso necessario castrare i chip della serie 78xx, visto che Intel si è trovata spalle al muro. Se l’azienda avesse trasportato di pari passo le linee PCIe della serie 6800, mantenendo prezzi competitivi nei confronti delle CPU AMD Ryzen, le vendite di CPU come il 7700K ne avrebbero risentito.
Con KBL-X, la distinzione tra le varie serie di CPU si affievolisce, causando un sovraffollamento tra i 250 e i 400$. La loro aggiunta ha costretto Intel a limitare l’i7 7820X a sole 28 linee, per paura diventasse il processore con il miglior rapporto tra prezzo e prestazioni.
X299: qualcosa di già visto con un nome nuovo
Prima di entrare nel dettaglio, è importante tornare indietro nel tempo e discutere X99. Quando fu rilasciato, la domanda era semplice: questo chipset ha più vite di un gatto? Perché con un’attenta analisi, X99 non era altro che X79 con il supporto a U.2, storage su PCIe e tanti altri piccoli dettagli. X99, però, non era al passo coi tempi visto che era legato al protocollo PCIe 2.0 e quindi si sforzava per incorporare svariate interfacce di next-gen per lo storage.
X299 è un po’ differente… prendendo in prestito uno o due “dettagli” dal chipset Z270 di Intel stessa e aggiungendo, infine, una sana dose di linee PCIe collegate alla CPU. Di fatto, guardando fisicamente il PCH, è davvero difficile distinguerlo dall’altro chipset utilizzato per le CPU decisamente meno costose della linea Kaby Lake.

C’è tanto da parlare sul fronte CPU (soprattutto sul fatto che su LGA2066 troviamo le stesse CPU che troviamo su LGA1151), quindi ci soffermeremo, stavolta, sulle capacità di X299. In soldoni, è una sorta di copincolla da Z270, che può essere una cosa positiva ma anche negativa. Da un latro, ci sono significativi upgrade rispetto al poco brillante X99, ma far passare X299 come chipset di fascia alta è un po’ fazioso. Mettiamola così: ribrandizzare Z270 come X299 (tranne qualche differenza di poco conto) e poi chiedere un price premium non farà guadagnare ad Intel alcun amico.
Indipendentemente da quanto questa piattaforma rispecchi Z270, essa rappresenta ancora un significativo upgrade rispetto a X99 visto che adesso – finalmente – c’è stato un movimento verso un’infrastruttura PCIe 3.0 piuttosto che 2.0 dell’anno passato. Sfortunatamente, non c’è ancora il supporto nativo a USB 3.1 o storage su NVMe ma le 24 linee PCIe che partono dal PCH sono più che abbastanza per fornire abbastanza bandwidth ai controller richiesti per funzionalità I/O di alto livello.
Ci sono inoltre 8 porte SATA III native e 10 porte USB 3.0 che dovrebbero fornire abbastanza banda passante per le periferiche connesse e più soluzioni di storage base. Sfortunatamente, nessuna di queste interfaccie è particolarmente votata al futuro, il che lascia capire che questo PCH sia una sorta di transizione tra X99 e qualsiasi altro chipset Intel stia progettando. Forse è per questo che sembra un rebrand di Z270.
Così come con Z270, Intel utilizza la connessione proprietaria DMI 3.0 per collegare PCH e CPU. Quest’interfaccia a 4 linee PCIe consente di avere una connessione doppia rispetto al DMI 2.0 che caratterizzava X99, il che è una buona notizia considerando che ci si aspetta che questa nuova piattaforma tenga il passo con storage high bandwidth. Comunque, ci domandiamo se sia sufficiente ad installare più drive NVMe.
Qualsiasi processore della lineup Skylake-X installato in una scheda madre X299 porta con sé capacità addizionali, ma prima di addentrarci nel discorso, parliamo del layout generale degli slot grafici e del supporto alle memorie. Nella fascia alta, c’è al momento una singola CPU con 44 linee PCIe (7900X, 7920X, 7940X, 7960X e 7980XE) che possono essere configurate in due layout differenti: o due GPU 16x 16x o il potenziale di tenere le schede in 3-way con connessioni 16x 16x 8x. Ciò lascia 4 linee addizionali per connessioni successive come un setup RAID di SSD NVMe direttamente connessi alla CPU tramite la tecnologia VROC(Virtual Raid on CPU) di Intel che è in dirittura di arrivo. Queste CPU supportano memorie quad channel.
I processori da 28 linee PCIe come l’i7 7820X e l’i7 7800X subiscono una differente implementazione a causa della loro singolare allocazione PCIe. Quando due schede grafiche sono installate, le linee PCIe switchano a 16x 8x mentre setup a 3 schede grafiche non sono supportati senza un bridge PCIe che alcune delle schede madri di fascia alta potrebbero avere. Anch’essi supportano memorie in quad channel, come gli i9 precedentemente menzionati.
Infine, c’è Kaby Lake-X con le sue 16 linee PCIe che si comportano esattamente come su Z270. Con una GPU singola installata, la scheda presenta una connessione 16x mentre il secondo slot viene disattivato completamente. Una volta inserita una seconda scheda, uno switch interno divide le linee in un layout 8x 8x. Il supporto alle memorie per questi processori è quantomeno singolare, con le sole configurazioni dual channel ad essere supportate. Ciò significa che la CPU avrà accesso solo agli slot a destra del socket, mentre i 4 a sinistra vengono disattivati.
Configurazione di sistema e metodologia di test
La configurazione utilizzata per i test è la seguente:
| CPU |
|
|---|---|
| Heatsink | Alphacool Eisbaer 420 mm AIO |
| Mainboard | ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9/i9 XE |
| RAM | G.Skill TridentZ RGB 3466 MHz C16 32 GB |
| VGA | Sapphire Radeon RX560 Pulse 4 GB OC |
| Sound Card | – |
| HDD/SSD | Patriot Hellfire 240 GB M.2 NVMe SSD |
| PSU | Seasonic Prime Gold 850 W |
| Case | Streacom BC1 Open Benchtable |
| Monitor | Acer CB280HK 4K Display |
| Keyboard | Cooler Master MasterKeys Pro L GTX Edition |
| Mouse | Razer Naga Hex V2 |
| OS | Windows 10 Pro x64 Fall Creators Update |
Ci affidiamo ancora una volta ad una pletora di test considerati universalmente un indice accurato delle prestazioni in ogni evenienza. Per quanto benchmark sintetici, a valori migliori quasi sempre corrispondono prestazioni superiori, e sfortunatamente, non avendo una GPU di fascia alta a nostra disposizione (necessaria per eliminare il collo di bottiglia lato scheda video nei test dei giochi), possiamo eseguire solo i test che vedete qui elencati.
Benchmark sintetici:
- SuperPI 1.5 mod XS 1M e 32M
- WPrime 1.55 32M e 1024M
- Cinebench R11.5
- Cinebench R15
- AIDA64 Photoworxx
- AIDA64 ZLib
- AIDA64 AES
- AIDA64 Hash
- AIDA64 VP8
- AIDA64 SinJulia
Benchmark grafici:
- Ashes of the Singularity, preset Crazy, 1080p, benchmark CPU Focused (DX12)
- 3DMark Fire Strike (DX11)
- 3DMark Time Spy (DX12)
Benchmark sintetici: AIDA64
AIDA64 è uno strumento di analisi, diagnostica e benchmarking per sistemi Windows (e più recentemente, Android), che dispone di una vastissima suite di benchmark e che è diventato, nel tempo, un software di riferimento tra utenti e professionisti per il moitoraggio e il confronto di tutto l’hardware all’interno del proprio PC.
CPU Photoworxx
Questo benchmark esegue diverse operazioni comuni utilizzate durante il fotoritocco. Per la precisione, esegue un numero di operazioni di modifica su un’immagine RGB molto larga.
Questo benchmark stressa le unità SIMD della CPU e il sottosistema delle RAM. CPU Photoworks usa laddove presenti le librerie di istruzioni x87, MMX, MMX+, 3DNow!, 3DNow!+, SSE, SSE2, SSE3, SSE4.1, SSE4A, AVX, AVX2 e XOP e trae beneficio di NUMA, HyperThreading, sistemi multiprocessore e multicore.
| MPixel/s | |
|---|---|
| AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) | 44.274 |
| AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme) | 43.535 |
| Intel Core i7 7820X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9) | 37.452 |
| Intel Core i9 7920X (ASRoock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9 XE) | 36.773 |
| Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7) | 36.520 |
| AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme) | 25.973 |
| Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9) | 25.850 |
| AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) | 23.674 |
| AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming) | 23.611 |
| AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) | 22.127 |
| AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) | 16.179 |
| AMD FX-8350 (ASRock 990FX Extreme3) | 12.328 |
CPU ZLib Benchmark
Questo benchmark integer misura le prestazioni combinate di CPU e memorie tramite la libreria di compressione open source ZLib. Il test CPU ZLib utilizza solo le istruzioni base x86 ma ciononostante è un buon indicatore delle prestazioni generali del sistema.
MB/s
AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme)
1.317,2
AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming)
1.043,7
Intel Core i9 7920X (ASRoock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9 XE)
1.030,4
Intel Core i7 7820X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9)
721,6
AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme)
692,6
AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming)
690,7
Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7)
601,2
AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming)
519,8
AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4)
473,4
AMD FX-8350 (ASRock 990FX Extreme3)
340,8
AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4)
297,7
Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9)
294,3
CPU AES Benchmark
Questo benchmark misura le prestazioni della CPU utilizzando la crittografia dati AES (Advanced Encryption Standard). In crittografia, AES è uno standard di crittaggio a chiave simmetrica, ed è utilizzato in svarati strumenti di compressione come 7-zip, WinRAR, WinZIP e anche in soluzioni di encrypting come BitLocker (Windows), FileVault (Mac OSX) e TrueCrypt (open source). Il test AES Benchmark usa le appropriate istruzioni x86, MMX e SSE 4.1, ed è accelerato a livello hardware su processori abilitati tramite il set di istruzioni AES-NI. Questo test rileva e sfrutta HyperThreading, sistemi multiprocessore e multicore.
MB/s
AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme)
124.335
AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming)
98.841
AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme)
65.576
AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming)
64.972
Intel Core i9 7920X (ASRoock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9 XE)
52.015
AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming)
48.987
AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4)
45.334
Intel Core i7 7820X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9)
36.506
Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7)
31.715
AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4)
28.434
Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9)
18.543
AMD FX-8350 (ASRock 990FX Extreme3)
17.083
CPU Hash Benchmark
Questo benchmark misura le prestazioni CPU utilizzando l’algoritmo di hashing SHA1 definito nella FIPSPS 180-3. Il codice dietro questo benchmark è compilato in Assembly, e più importante, utilizza librerie di istruzioni MMX, MMX+, SSE, SSE2, SSSE3 e AVX, con prestazioni superiori su processori che supportano tali instruction sets.e on supporting processors.
MB/s
AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme)
44.421
AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming)
33.271
AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming)
22.368
AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme)
22.295
AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming)
16.697
AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4)
15.372
Intel Core i9 7920X (ASRoock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9 XE)
13.088
AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4)
9.648
Intel Core i7 7820X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9)
9.187
Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7)
7.146
Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9)
4.584
AMD FX-8350 (ASRock 990FX Extreme3)
4.065
FPU VP8 / SinJulia Benchmarks
Il benchmark di AIDA FPU VP8 misura le prestazioni di compressione video utilizzando il codec di Google VP8 (utilizzato per i file WebM) aggiornato alla versione 0.9.5 e stressa l’FPU (Floating Point Unit) della CPU. Il test codifica fotogrammi video dalla risoluzione di 1280×720 in 1 pass ad un bitrate di 8 Mbps con impostazioni di qualità massima. Il contenuto dei fotogrammi viene poi generato dal modulo FPU Julia. Il codice che gestisce questo benchmark utilizza librerie MMX, SSE2 e SSSE3. SinJulia, invece, misura le prestazioni in floating point a precisione estesa (conosciuta anche come 80-bit) tramite il calcolo di un singolo fotogrammi di un frattale “Julia” modificato. Il codice di questo benchmark è scritto in Assembly, e utilizza istruzioni trigonometriche ed esponenziali x87.
VP8
SinJulia
AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme)
7.707
25.202
AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming)
7.794
18.898
Intel Core i9 7920X (ASRoock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9 XE)
8.394
13.760
AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming)
7.747
12.684
AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme)
7.868
12.636
Intel Core i7 7820X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9)
8.180
9.658
AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming)
7.460
9.474
Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7)
6.693
8.895
AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4)
6.720
8.724
AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4)
6.115
5.472
Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9)
6.894
3.562
AMD FX-8350 (ASRock 990FX Extreme3)
4.446
2.768
Benchmark sintetici 2D: SuperPI e WPrime
SuperPI
Un metodo tradizionale per verificare le prestazioni del proprio PC è utilizzare SuperPI mod 1.5 XS: il programma si occupa di calcolare dalle 16k ai 32M di cifre dopo la virgola del π, con una scalabilità clock per clock davvero sorprendente per un programma creato nel 1995. Il programma calcola l’efficienza single-threaded piuttosto che quella multithreaded:
1M
32M
Intel Core i9 7920X (ASRoock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9 XE)
8,454
454,878
Intel Core i7 7820X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9)
8,469
459,662
Intel Core i7 6700K (ASRock Fatal1ty Z170 Gaming K6)
8,673
451,345
Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9)
8,745
470,83
Intel Core i5 7600K (ASRock Fatal1ty Z270 Gaming K6)
8,809
450,771
Intel Core i7 4770K (ASRock Z97E-ITX/ac)
9,236
478,25
AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming)
10,283
584,619
AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme)
10,331
573,239
Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7)
10,412
554,754
AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme)
10,653
571,474
AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming)
10,676
585,328
AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming)
10,701
575,71
AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4)
12,314
701,167
AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4)
12,846
628,985
AMD FX-8350 (ASRock 990FX Extreme3)
27,783
WPrime
Insieme al calcolo delle cifre dopo la virgola del π, un altro metodo valido per verificare le performance del proprio PC è utilizzare WPrime, da noi usato nella versione 1.55 (la stessa valida per i benchmark di HWBot), che consente di trovare dai 32M ai 1024M di numeri primi. Il programma scala enormemente in presenza di CPU multi-core, rappresentando un valido benchmark per il calcolo dell’efficienza multithreaded:
32M
1024M
AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme)
2,931
48,169
Intel Core i9 7920X (ASRoock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9 XE)
3,269
58,742
AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming)
2,978
61,858
Intel Core i7 7820X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9)
2,925
79,508
AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming)
3,672
90,294
AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme)
3,546
90,931
Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7)
3,82
106,806
AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming)
4,294
122,207
AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4)
4,516
131,941
Intel Core i7 6700K (ASRock Fatal1ty Z170 Gaming K6)
4,902
152,039
Intel Core i7 4770K (ASRock Z97E-ITX/ac)
5,955
182,555
Intel Core i5 7600K (ASRock Fatal1ty Z270 Gaming K6)
6,616
200,487
Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9)
6,463
201,522
AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4)
6,861
208,375
AMD FX-8350 (ASRock 990FX Extreme3)
8,629
262,33
Benchmark rendering: Cinebench, Luxmark, Blender
Cinebench R11.5 e R15
Come da tradizione (e in questo caso particolare, utilizzarli è obbligatorio, come vedrete), fanno capolino tra i benchmark con cui testiamo le prestazioni di un sistema anche le ultime due release di Cinebench, rispettivamente la R11.5 e la R15. Entrambi i test utilizzano un approccio simile di testing: i benchmark utilizzano svariati algoritmi per stressare tutti i core disponibili per renderizzare una scena 3D fotorealistica nel minor tempo possibile. In particolare, con il benchmark nella versione R15, la scena del test contiene approssimativamente 2000 oggetti contenenti più di 300’000 poligoni totali, e usa riflessi sia definiti che sfocati, ombre e luci a zona, shaders procedurali, antialiasing e tanto altro ancora. Questo benchmark può effettuare misurazioni fino ad un massimo di 64 threads, con il risultato che viene fornito in punti (Points): ovviamente, più punti totalizzate, più potente sarà il vostro sistema:
Single Thread
Multithread
AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme)
1,86
32,91
Intel Core i9 7920X (ASRoock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9 XE)
2,08
26,97
AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming)
1,83
23,01
Intel Core i7 7820X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9)
2,18
19,27
AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme)
1,86
18,22
AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming)
1,75
17,96
Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7)
1,54
14,49
AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming)
1,79
13,74
AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4)
1,64
12,56
Intel Core i7 6700K (ASRock Fatal1ty Z170 Gaming K6)
10,26
Intel Core i7 4770K (ASRock Z97E-ITX/ac)
8,66
Intel Core i7 7600K (ASRock Fatal1ty Z270 Gaming K6)
8,19
Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9)
2,04
8,06
AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4)
1,52
7,78
AMD FX-8350 (ASRock 990FX Extreme3)
1,04
6,86
Single Thread
Multithread
AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme)
169
2.990
Intel Core i9 7920X (ASRoock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9 XE)
183
2.507
AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming)
165
2.438
Intel Core i7 7820X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9)
190
1.753
AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme)
168
1.695
AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming)
149
1.600
Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7)
136
1.325
AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming)
160
1.271
AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4)
149
1.147
Intel Core i7 6700K (ASRock Fatal1ty Z170 Gaming K6)
941
Intel Core i7 4770K (ASRock Z97E-ITX/ac)
824
Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9)
181
707
Intel Core i7 7600K (ASRock Fatal1ty Z270 Gaming K6)
705
AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4)
135
694
AMD FX-8350 (ASRock 990FX Extreme3)
94
634
Luxmark 3.1
Per coloro che utilizzano Luxmark come indice delle prestazioni, è risaputo che nella suite di benchmark proposti, è possibile misurare le performance delle GPU tramite una pletora di test su OpenCL, ma tale programma è anche predisposto per il testing delle CPU tramite C++ e, appunto, OpenCL. Nei nostri test, abbiamo utilizzato tutte e 3 le scene (Luxball, Neumann Microphone e Hotel Lobby, in ordine di intensità) con rendering in C++.
| Luxball | Neumann | Hotel Lobby | |
|---|---|---|---|
| AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme) | 6.925 | 6.035 | 2.112 |
| Intel Core i9 7920X (ASRoock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9 XE) | 6.621 | 5.400 | 1.856 |
| AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) | 4.959 | 4.452 | 1.667 |
| Intel Core i7 7820X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9) | 5.086 | 4.120 | 1.398 |
| AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme) | 4.455 | 3.730 | 1.281 |
| AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) | 3.071 | 2.626 | 936 |
Blender 2.37
Chi non conosce Blender, probabilmente non si è mai avvicinato ad un computer, in quanto praticamente chiunque sa che tale programma è tra le più efficaci soluzioni gratuite per il rendering 3D. Con i lanci di Ryzen e di Threadripper, il programma è stato spesso utilizzato come metro di misura delle prestazioni (multithreaded) dei processori, grazie all’ottima scalabilità con più core e con frequenze maggiori. In particolare, utilizziamo il render demo del logo di Ryzen utilizzato da AMD per stabilire le performance dei processori recensiti (lo potete scaricare direttamente dal sito di AMD QUI):
| Seconds | |
|---|---|
| AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme) | 13,68 |
| AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) | 16,81 |
| Intel Core i9 7920X (ASRoock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9 XE) | 17,44 |
| Intel Core i7 7820X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9) | 23,42 |
| AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme) | 24,6 |
| AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) | 31,83 |
Benchmark 3D: 3DMark, Ashes of the Singularity
3DMark Fire Strike e Time Spy
In concomitanza con il lancio di Windows 8, Futuremark ha lanciato il nuovo 3DMark, chiamato appunto 3DMark, senza alcun numero riconoscitivo, a segnare la forte integrazione che ha con qualsiasi sistema, da Android a Windows a iOS a OSX, dando per la prima volta la possibilità di paragonare le prestazioni su smartphone e PC fisso in maniera schematizzata e professionale. Il benchmark dispone di svariati test, di cui utilizziamo i più intensivi per mettere alla prova le schede video.
Tra questi, il più impegnativo è il Fire Strike, che spinge la tessellazione a livelli davvero elevati, e che “vanta” due versioni ancora più spinte: Extreme (con scene pre-renderizzate a 2560×1440) ed Ultra (scene pre-renderizzate a 3840×2160, ovvero 4K). Purtroppo, a nostra disposizione
| CPU Score | |
|---|---|
| AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme) | 27.045 |
| Intel Core i9 7920X (ASRoock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9 XE) | 23.514 |
| AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) | 21.032 |
| Intel Core i7 7820X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9) | 20.175 |
| AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme) | 19.198 |
| AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming) | 18.769 |
| AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) | 16.841 |
| Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7) | 16.667 |
| AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) | 15.632 |
| AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) | 10.596 |
| Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9) | 9.364 |
Recentemente, invece, è stato introdotto il benchmark Time Spy, che testa le prestazioni delle GPU sfruttando le nuove API Microsoft DirectX 12, con scene pre-renderizzate a 2560×1440:
| CPU Score | |
|---|---|
| AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme) | 11.690 |
| Intel Core i9 7920X (ASRoock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9 XE) | 11.095 |
| AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) | 10.050 |
| Intel Core i7 7820X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9) | 9.733 |
| AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme) | 8.678 |
| AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming) | 8.377 |
| Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7) | 7.989 |
| AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) | 6.258 |
| AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) | 5.650 |
| Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9) | 4.429 |
| AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) | 3.466 |
Ashes of the Singularity
Ashes of the Singularity è quello che Stardock (la software house creatrice del gioco) definisce come un gioco strategico di warfare planetario, e con le sue mappe enormi e le migliaia di unità a schermo durante i combattimenti full-scale, non si può far altro che dare ragione all’azienda.
Ciò che viene spesso associato ad Ashes è l’incredibile onere che applica ai sistemi grafici (e non solo, il gioco è famelico di core e GHz), tramite l’utilizzo di DirectX 11 e 12. Il preset Crazy è in grado di mettere in ginocchio qualsiasi GPU in commercio già alla risoluzione Full HD. Il gioco si avvale del supporto alle tecnologie AMD, prendendo spunto dal motore grafico Nitrous utilizzato in uno dei primi benchmark per Mantle, Star Swarm:
| FPS (CPU) | |
|---|---|
| Intel Core i7 5960X (ASRock Fatal1ty X99 Gaming i7) | 56,5 |
| AMD Ryzen Threadripper 1950X Creator Mode (ASUS Zenith Extreme) | 55 |
| Intel Core i9 7920X (ASRoock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9 XE) | 54,9 |
| Intel Core i7 7820X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9) | 53,6 |
| AMD Ryzen Threadripper 1950X Game Mode (ASUS Zenith Extreme) | 48,1 |
| AMD Ryzen Threadripper 1920X Creator Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) | 47,3 |
| AMD Ryzen Threadripper 1920X Game Mode (ASRock Fatal1ty X399 Professional Gaming) | 42,5 |
| AMD Ryzen 7 1800X (ASRock Fatal1ty X370 Professional Gaming) | 41,5 |
| Intel Core i5 7640X (ASRock Fatal1ty X299 Professional Gaming i9) | 33,6 |
| AMD Ryzen 5 1600 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) | 32,8 |
| AMD Ryzen 5 1400 (ASRock Fatal1ty AB350 Gaming K4) | 22,6 |
Descrivere una lineup di 9 processori avendone testati soltanto 3 è sempre una questione complicata, ma provando una CPU per ogni “tipologia” principale può aiutare a farsi un’idea generale di così tanti prodotti guardando cos’è in comune e cosa no.
Innanzitutto, c’è da dire che a parte l’i5 7640X e l’i7 7740X, secondo la mia personale opinione, quasi tutti i processori hanno un “senso”. Mi spiego meglio:
il 7800X e il 7820X sono ottimi processori per effettuare “l’accesso” alla piattaforma X299 di fascia alta; il supporto a fino a 128 GB di RAM e la naturale propensione all’overclock di questi “piccoli processori” permette di avere delle macchine ottime nei giochi e, al contempo, strepitose in workload di tipo productivity e content creation. Per capirci, faccio riferimento a tutti quei giocatori che si dilettano nel fare streaming o montaggi di video su Twitch o YouTube, dove oltre a 2-4 core fisici serve anche la potenza necessaria a codificare in tempo reale le sequenze video registrate, e con tali task deriva ovviamente la necessità di dotarsi di tanta memoria RAM per permettere ai programmi richiesti di funzionare alla perfezione.
Vista poi la price tag di questi due processori (circa 350 € per il 7800X e circa 575 € per il 7820X), e soprattutto paragonandoli con quelli della generazione precedente (450 e 1000€), mi sembra logico dire che, grazie alla concorrenza offerta da AMD, Intel è rinsavita dai prezzi ridicolmente esagerati della generazione precedente offrendo un discreto livello prestazionale ad un prezzo magari non stracciato, ma almeno bilanciato. La questione linee PCIe, invece, visto come si stanno evolvendo le cose lato GPU, non sembra essere così tragica come sembra: dopotutto, tolta una scheda video, rimangono ancora a disposizione 12 linee PCIe, per 3 SSD M.2/U.2 o una combinazione tra SSD e schede di espansione, come ad esempio un controller 10 GbE, o una scheda di acquisizione per sorgenti in 4K, o…beh, o qualsiasi scheda di espansione vogliate installare.
Avendo provato il 7820X, mi sento di dire che (avendo anche posseduto il precedente 5960X, suo predecessore insieme al 6900K) si tratta di una CPU davvero eccezionale, battendo il processore di generazione precedente per efficienza, capacità in overclock, supporto RAM e, ovviamente prestazioni. Basti pensare che il 7820X inviatoci da Intel ha retto senza alcun problema RAM a 3466 MHz, laddove il 5960X utilizzato fino a settembre dell’anno scorso a stento superava i 3000 MHz. Inoltre, sono riuscito a spingerlo a 4.7 GHz in pochi steps, ottenendo un boost prestazionale ulteriore tra il 10% e il 18% a seconda che venga utilizzato un solo core o 8 core.
Saliamo di livello: troviamo il 7900X, unico esponente della famiglia i9 a presentare una configurazione “LCC” (low core count), condividendo quindi un die dalle stesse dimensioni di 7800X e 7820X, ma con 44 linee PCIe, ben 10 MB di cache L2 e tanto potenziale in overclock (ad un prezzo di circa 830€). Tale processore, trovandosi in mezzo ai colossi da 12, 14, 16, 18 core e gli i7 da 6 e 8 core, rappresenta, nemmeno a farlo apposta, il miglior compromesso per numero di core, frequenze, potenzialità in overclock, linee PCIe e prezzo. Fino a questo punto, se fate del vostro PC una macchina da gioco, è ancora possibile considerare questo acquisto “giustificato”, anche se già con tale processore, sarebbe più logico un utilizzo di tipo “workstation”, con il content creation e programmi per la produttività a mente.
Inoltriamoci adesso nel territorio “ultra-high end”: troviamo il 7920X (1029 €), il 7940X (1362 €), il 7960X (1773 €) e il 7980XE (2181 €), tutti prezzi davvero lontani dalle tasche dei gamer o dei piccoli professionisti, dove il ROI (Return Over Investment) non è breve con numeri così alti.
Di questi, abbiamo testato il più piccolo della famiglia “HCC” (High Core Count), ovvero il 7920X, che ci ha convinto così tanto dopo la review da “costringermi” ad acquistarlo, andando a sostituire il processore AMD Ryzen Threadripper 1950X, dotato sì di più core, ma la cui frequenza si fermava a 4.0 GHz e non brillava particolarmente in single thread. Oltretutto, nonostante il minor numero di core, le prestazioni sono leggermente superiori, il tutto allo stesso prezzo di lancio di Threadripper che però, nel frattempo, ha visto un taglio di prezzo per le due CPU di punta. Ma questa è un’altra storia.
Tornando alle CPU “HCC”, il 7920X è un portento sia in efficienza che in prestazioni, anche se, tenuto alle frequenze standard, non è nulla di eccezionale visto il base clock di soli 2.9 GHz. Portandolo a 4.5 GHz con soli 1.2 v, sono riuscito ad aumentare le prestazioni di un valore compreso tra il 10% e il 20%, a seconda del tipo di carico (single-thread o multi-thread), annullando qualsiasi tipo di bottleneck anche nei giochi (per cui non è assolutamente progettato) e macinando qualsiasi tipo di carico gli si metta davanti.
“Sfortunatamente”, non abbiamo provato (ancora) nessuno dei processori a 14, 16 o 18 core, quindi non possiamo parlare per esperienza diretta di quello di cui sono in grado di fare tali CPU, ma stando a quanto recensito finora dai nostri colleghi internazionali, sembra che le CPU a 16 e 18 core siano dei veri e propri mostri rari di potenza, sfociando in territorio del calibro di Xeon per GFLOPS sviluppati. Andando a cercare un facile difetto, basta guardare l’etichetta di tali processori: se con la precedente generazione ci eravamo fermati a “soli” 1700 €, stavolta il processore di punta ha un prezzo di ben 2181 €. Certo, stiamo parlando di una CPU che ha quasi il doppio dei core rispetto al 6950X, ma comunque si parla di un prezzo che il 99% degli utenti non è disposto a sborsare per una CPU di fascia alta.
Concludendo questa lunghissima analisi, mi sento di consigliare entrambi i processori oggi testati (poste le condizioni di averne veramente bisogno), grazie soprattutto al fatto che con i mesi passati dal lancio, i prezzi sono diventati decisamente più ragionevoli. Per acquistarli, potete cliccare uno dei link riportati qui sopra, o nella sezione “Dove comprare”. In definitiva, Intel ha fatto un lavorone con quest’architettura, riuscendo a creare CPU capaci di offrire elevate prestazioni in ogni task che eseguono, con un prezzo, però, leggermente superiore a quello di AMD. Diamo quindi il nostro “marchio di approvazione”, con l’Editor’s Choice di ReHWolution:
Se la review vi è piaciuta, seguiteci su uno dei nostri social network, magari commentandola e dicendoci come volete che miglioriamo i nostri articoli:
Un saluto dal vostro amichevole Ciro di quartiere, e alla prossima review!
La recensione
Intel Skylake-X i7 7820X e i9 7920X - Recensione
Skylake-X rappresenta la punta di diamante dell'offerta di Intel, portando una vasta pletora di processori di fascia alta nel settore HEDT (High End DeskTop), andando a scontrarsi con AMD e i suoi competitivi processori Ryzen Threadripper.
Pro
- Tanti processori nella lineup, per ogni tasca ed esigenza
- Come da tradizione Intel, prestazioni in single thread elevate
- Ottime capacità in overclock per tutti i processori
Contro
- L'i5 7640X e l'i7 7740X non hanno molto senso
- Prezzi per i prodotti di punta inavvicinabili
Intel Skylake-X i7 7820X e i9 7920X - Recensione Prezzi
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